Martedì, 22 Giugno 2021
Stragi / Brescia

Strage di piazza Loggia: ergastolo per Maggi e Tramonte

La corte di Assise di Milano ha condannato alla massima pena l'ex ispettore veneto di Ordine Nuovo e l'ex fonte dei servizi segreti nel processo di appello bis sulla strage di Piazza della Loggia a Brescia

Carlo Maria Maggi (a sinistra) e Maurizio Tramonte (a destra)

MILANO - La seconda sezione della corte di Assise di Appello di Milano ha condannato all'ergastolo l'ex ispettore veneto di Ordine Nuovo Carlo Maria Maggi e l'ex fonte dei servizi segreti Maurizio Tramonte nel processo di appello bis sulla strage di Piazza della Loggia a Brescia. Si è chiuso così il processo d'appello bis sulla strage che, il 28 maggio 1974, provocò 8 morti e 102 feriti tra le centinaia di persone che si erano riunite nella piazza del centro della cittadina lombarda per partecipare a una manifestazione anti-fascista.

MAGGI E TRAMONTE - Maggi, che secondo l'accusa sarebbe stato il mandante dell'attentato di 41 anni fa, e Tramonte, che invece avrebbe partecipato alla pianificazione della strage, erano stati assolti nel primo processo d'Appello con una sentenza annullata dalla Cassazione, che aveva poi disposto un nuovo processo di secondo grado. In particolare, i giudici in ermellino di Piazza Cavour aveva definito "ingiustificabili e superficiali" i motivi dell'assoluzione soffermandosi sulla "gravità indiziaria" delle dichiarazioni del "pentito nero" Carlo Digilio.

I NEOFASCISTI - Tramonte, per i giudici di Cassazione, era un soggetto troppo "intraneo" alla destra eversiva per essere un semplice informatore, che peraltro "non raccontava cio' che sapeva o aveva fatto". Maggi fu "propugnatore" della strategia delle tensione e dalla sentenza milanese esce inevitabilmente confermato il racconto di Carlo Digilio, l'armiere di Ordine Nuovo che aveva raccontato i retroscena del periodo stragista. 

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IL COMMENTO - Alla commistione tra galassia neofascista e servizi segreti aveva fermamente creduto l'ex giudice istruttore Guido Salvini che, appreso della sentenza, non risparmia critiche ai pm milanesi per l'inchiesta sulla strage di Piazza Fontana: "L'esito è il premio per un impegno, quello della Procura di Brescia, che non è mai venuto meno in tanti anni. Se la Procura di Milano avesse fatto altrettanto, credo che sarebbe stato possibile andare anche per piazza Fontana al di là di quella responsabilità storica che comunque le sentenze hanno accertato in modo indiscutibile nei confronti delle stesse cellule di Ordine Nuovo al centro del processo per Piazza della Loggia".

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