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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Strage di Samarate / Varese

Perizia psichiatrica per il padre-killer Alessandro Maja, il figlio chiede di vederlo

L'interior designer lo scorso anno ha ucciso a martellate moglie e figlia, ferendo gravemente il figlio. Avrebbe agito per l'ossessione dei problemi economici ma per la difesa era incapace di intendere e volere. Adesso un esperto super partes lo valuterà. Parla il suocero

Sarà sottoposto a una perizia psichiatrica Alessandro Maja, l'interior designer milanese di 58 anni che lo scorso maggio ha ucciso la moglie Stefania Pivetta e la figlia sedicenne Giulia nella loro abitazione di Samarate (Varese). Unico sopravvissuto al furore di Maja è il figlio Nicolò, oggi 24 anni, rimasto ferito gravemente.

La Corte d'Assise del tribunale di Busto Arsizio (Varese) ha disposto il controllo medico su Maja dopo che la difesa ha presentato una perizia, che definisce l'uomo "incapace" di intendere e volere al momento dei fatti. Il pm Martina Melita, titolare del fascicolo di indagine sul duplice omicidio e tentato omicidio, ha dato consenso a una perizia super partes decisa dalla Corte. Concorde anche l'avvocato di parte civile, Stefano Bettinelli, che ha chiesto il dissequestro della villetta della tragedia. L'incarico verrà affidato il prossimo 17 febbraio.  

Maja dopo l'arresto aveva ammesso le sue responsabilità spiegando di avere agito per "l'ossessione per i debiti". Pare che l'uomo avesse paura di perdere denaro, anche per le difficoltà lavorative riscontrate durante il Covid e nelle fasi successive l'emergenza. Paura che lo avrebbe destabilizzato e che avrebbe portato a liti in casa, fino a quella culminata con l'aggressione. Maja ha impugnato un martello e ha colpito prima la moglie, poi la figlia e infine il figlio. Avrebbe poi usato il trapano su di sé per uccidersi. Quando gli inquirenti sono entrati nella casa della famiglia Maja c'era sangue ovunque, soprattutto vicino al divano dove è stata uccisa la moglie e nelle camere da letto dei figli della coppia.

Intanto il figlio Nicolò ha chiesto di vedere il padre. "Nicolò vuole vedere suo padre, lo porterò sicuramente alla prossima udienza", ha detto il nonno Giulio (padre della mamma del ragazzo, ndr)  Il nonno di Nicolò ha parlato a margine dell'udienza in Corte d'Assise e ha spiegato di aver ricevuto alcune lettere da parte di Alessandro Maja nelle quali ha chiesto come sta il figlio: "Gli risposto con una lettera, voglio sentirgli spiegare il perché, e sapere a chi si riferiva quando, al momento dell'arresto, ha detto 'Li ho uccisi tutti bastardi".  

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