Giovedì, 24 Giugno 2021
Stragi / Lucca

Viareggio, sei anni dopo la strage resta il dramma

Lunedì sera, a sei anni esatti dalla strage che costò la vita a 32 persone, migliaia di persone hanno sfilato per le vie di Viareggio: “Non permettiamo che un’altra strage italiana resti impunita. No alla prescrizione, vogliamo giustizia”

VIAREGGIO - Sono passati sei anni dal 29 giugno 2009, sei anni senza pace per i familiari delle vittime della strage e per l’intera Viareggio. Una città che aspetta “verità e giustizia”, come hanno più volte chiesto coloro che in quell’orribile notte hanno perso i propri cari. Ieri sera la città si è unita nel ricordo e nel dolore, accanto ai familiari dei morti e dei feriti, in un lungo corteo che ha attraversato tutta Viareggio, partendo e concludendosi in via Ponchielli, centro della tragedia di 6 anni fa.

“State sempre con noi, non lasciateci soli”, dice dal palco alla fine della manifestazione Daniela Rombi, dell’associazione dei parenti delle vittime ‘Il mondo che vorrei’, che ha perso la figlia Emanuela di 21 anni, morta dopo quaranta giorni di sofferenze. Tiene in mano la foto di Emanuela. “Le istituzioni nazionali ci hanno lasciati soli. Abbiamo chiesto più volte un incontro alla presidenza della Repubblica ma non ci è mai stato accordato”. E del governo ieri a Viareggio non si è visto nessuno.

Il corteo è lungo e silenzioso, partecipano anche altre associazioni nate a seguito di altre stragi, come quella della Moby Prince. Alla sede della Croce Verde una lunga sosta e l’applauso generale ricorda l'impegno dei soccorritori. Le candele, a terra, illuminano i nomi delle vittime. Chi quella notte accorse i feriti ricorda uno scenario apocalittico, fuoco e fiamme invasero strade e case. I morti bruciati vivi furono 32.

C’è un processo in corso, ma sembra di assistere all’ennesima strage italiana senza colpevoli. “E’ stato imputato nel processo, assieme ad altre 31 persone, anche Mauro Moretti, allora amministratore delegato di Ferrovie ed oggi promosso dal governo di Matteo Renzi a presidente di Finmeccanica”, ricordano i parenti delle vittime. Moretti che nel frattempo è stato anche insignito dell’onorificenza di cavaliere del lavoro. E il reato di incendio colposo adesso rischia la prescrizione. Qualcosa di inaccettabile per chi ha perso un figlio o i genitori bruciati.

Non è pensabile che chi ha causato la morte di 32 persone, distruggendoci la vita, si scrolli di dosso un tale reato grazie alla prescrizione, non è pensabile né ammissibile. No all’impunità 

Una delegazione nei prossimi giorni andrà a Roma a chiedere di allungarne i tempi, chissà se verrà ascoltata. Dal palco, allestito proprio accanto ai binari, parlano altri parenti. Ogni treno che passa fischia a lungo. I ferrovieri hanno fatto fischiare i loro mezzi tutto il giorno, un modo per essere vicini a Viareggio e ai viareggini.

“Quella notte ho perso mio padre e mia madre. Vennero a vivere qui per ristrutturare casa, che era in un’altra parte della città. Sono stato ossessionato dal dolore che possono avere provato. Siete sempre nei nostri pensieri”, dice Luca nell’emozione, parlando anche a nome della sorella Laura. Infine parla Chiara Rapaccini, compagna di Mario Monicelli, leggendo una lettera che scrisse il grande regista dopo la strage: “Non crediamo alla fatalità, sono gli uomini responsabili di quello che accadde”. Parole che pesano come macigni, in una città che aspetta ancora giustizia.

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