Domenica, 19 Settembre 2021
Verità ancora lontana

La svolta di Draghi sulle stragi

Il premier ai familiari delle vittime assicura "massimo impegno per chiarezza e giustizia". Il comitato per la desecretazione degli atti non sarà presieduto dal direttore dell'Archivio di Stato De Pasquale, che era stato aspramente criticato dalle associazioni civili per il caso-Rauti. La verità sulle stragi è ancora lontana, ma ci sono segnali incoraggianti

Svolta di Draghi per la verità sulle stragi. Ma la cauta è doverosa. La guida del comitato per la desecretazione degli atti passa direttamente nelle mani di Palazzo Chigi. Un segnale forte ed esplicito. Il premier seguirà personalmente il dossier e indicherà a presiedere il comitato il segretario generale della presidenza del Consiglio Chieppa al posto del presidente dell'Archivio di Stato De Pasquale: lo ha detto il premier incontrando le associazioni dei familiari della vittime. Draghi ha assicurato "il massimo impegno" per ottenere "chiarezza e giustizia sulle vicende drammatiche che hanno caratterizzato la storia del Paese". Come si è arrivati a questa decisione?

La verità sulle stragi della storia italiana

Le polemiche nei giorni scorsi non erano mancate, perché le associazioni dei familiari delle vittime avevano duramente criticato De Pasquale per la gestione del fondo Rauti. Non sarà lui, stimato dirigente, a sovraintendere il Comitato per la desecretazione degli atti riguardanti le stragi ma direttamente la presidenza del Consiglio. Il motivo? De Pasquale era il direttore della Biblioteca nazionale di Roma, quando erano stati usati toni di esaltazione della figura di Pino Rauti in occasione del versamento delle carte del fondatore di Ordine nuovo, uno dei gruppi neofascisti implicati in alcune stragi della storia recente.

All'epoca la Biblioteca si era limitata a riproporre il comunicato dai toni agiografici diffuso dalla Fondazione Rauti e dalla famiglia senza alcuna contestualizzazione della figura del fondatore del movimento extraparlamentare di estrema destra Ordine Nuovo, poi sciolto per ricostituzione del Partito Nazionale Fascista. Una scelta che passò quasi inosservata nel novembre 2020. Nel comunicato Rauti veniva definito addirittura "statista". Il comunicato è stato rimosso dal sito solo dopo le recenti polemiche. Familiari delle vittime e studiosi di archivistica non lo ritenevano la figura migliore per guidare un gruppo di lavoro impegnato nell’operazione di desecretazione così delicata. Perché un dirigente e non un archivista? In ogni caso De Pasquale rimarrà al vertice dell’Archivio di Stato ma non si occuperà – contrariamente a come era previsto in origine – della desecretazione delle carte sulle stragi

Draghi ieri ha incontrato le Associazioni dei familiari delle vittime delle stragi di Piazza Fontana a Milano, di Piazza della Loggia a Brescia, della Stazione di Bologna e di Ustica. Ha quindi assicurato “il massimo impegno” per rispondere concretamente alla richiesta che le Associazioni reiterano da anni: “Chiarezza e giustizia, quale contributo importante ai fini della ricostruzione di vicende drammatiche che hanno caratterizzato la recente storia del nostro Paese". Si conferma così la determinazione del Governo a far sì che le Amministrazioni diano piena e immediata attuazione alle Direttive del 22 aprile 2014 e del 2 agosto 2021 che dispongono la declassifica ed il versamento straordinario anticipato, all’Archivio centrale dello Stato da parte di tutti i Ministeri di documenti in loro possesso riguardanti le stragi in Italia tra il 1969 e il 1984 e di quelli concernenti l’Organizzazione Gladio e la Loggia massonica P2.

Bolognesi: "Molto soddisfatti, ringraziamo coraggio Draghi"

"Siamo molto soddisfatti. E' stato fatto un passo in avanti. Ringraziamo il coraggio di Draghi di prendere in mano la situazione. De Pasquale non poteva ricoprire un ruolo così importante, non si può parlare di Rauti in un certo modo. Abbiamo ora fatto richiesta di accesso agli atti sulla sua nomina a direttore dell'Archivio di Stato". Lo ha detto all'Adnkronos Paolo Bolognesi, presidente dell'associazione familiari delle vittime della strage di Bologna, commentando la decisione di Mario Draghi.?

Il ministro per i Beni e le attività culturali e il turismo, Dario Franceschini, aveva difeso la scelta di De Pasquale, definendo infondate le criticità mosse dai familiari delle vittime e dagli addetti ai lavori. Venti giorni fa a difesa di De Pasquale aveva preso la parola anche l'ex presidente del Consiglio superiore dei Beni Culturali (dal 2014 al 2018), Giuliano Volpe che, in un post su Facebook, definiva talebani quanti hanno criticato la nomina del nuovo sovrintendente all’Archivio di Stato. Mario Draghi, non certo un talebano, ha però evidentemente riconosciuto le criticità delle nomina, e si è mosso in un'altra direzione. 

La verità sulle stragi è ancora lontana. L’iniziativa di Draghi, che a inizio agosto ha desecretato i documenti di Gladio e della Loggia P2, amplia quanto già stabilito con una precedente direttiva del 2014, con riferimento alla documentazione relativa agli eventi stragisti di Piazza Fontana a Milano (1969), di Gioia Tauro (1970), di Peteano (1972), della Questura di Milano (1973), di Piazza della Loggia a Brescia (1974), dell’Italicus (1974), di Ustica (1980), della Stazione di Bologna (1980), del Rapido 904 (1984) conservata negli archivi degli Organismi di intelligence e delle Amministrazioni centrali dello Stato.

Cosa succede adesso

Gli archivi dell'intelligence sono un patrimonio a disposizione degli studiosi, del mondo dell'informazione e di tutti i cittadini. Cosa succede adesso? Nel giro di qualche mese tramite le agenzie d’intelligence, gli atti relativi ai temi in oggetto "versati" anticipatamente all’Archivio centrale dello Stato saranno desecretati. La cauela è doverosa, perché già in passato accadde che venissero versati documenti di fatto "già noti", che quindi non aggiunsero nulla o quasi alla reale comprensione. A denunciarlo furono le associazioni dei familiari, sempre in prima linea. Dagli archivi di alcuni ministeri in passato non è venuto fuori nulla di coevo, c'era materiale solo a partire da anni e anni dopo la data della strage.

In passato poi i criteri usati dalle varie amministrazioni per la desecretazione hanno reso a volte impossibile un'analisi delle carte perché i servizi segreti li hanno consegnati a pezzi o con molte parti oscurate. Va poi ricordato come nella storia recente i veri passi avanti nei casi più noti, come la strage di Bologna, sono avvenute nel corso delle indagini e dei processi. Poco si è fatto dopo le desecretazioni dei documenti. Trovare nelle carte dei pezzi del puzzle per ricostruire complessivamente quanto avvenuto negli anni delle stragi è al momento una speranza, un auspicio. Ma è doveroso andare avanti, fino alla fine.

Prende atto "con soddisfazione" della decisione del Presidente Draghi, la segreteria nazionale dell'ANPI, l'Associazione nazionale dei partigiani. l'ANPI definisce "sacrosanta" la richiesta accolta delle associazioni dei parenti delle vittime delle stragi: "Tale decisione è un significativo passo avanti affinché si possano ricostruire con obiettività e rigore i fatti di quella drammatica stagione ed accertare finalmente le responsabilità che a tutt'oggi, dopo tanti insabbiamenti e depistaggi, rimangono in parte rilevantissima oscure".

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