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Lunedì, 15 Aprile 2024
Istruzione al gelo / Palermo

Studentessa finisce in ipotermia durante una lezione: secondo caso a Palermo

È successo all'università del capoluogo siciliano. Nei giorni scorsi, una bambina di 10 anni era stata ricoverata a causa del freddo a scuola per la mancanza di riscaldamenti

Dopo la bambina di 10 anni finita in ipotermia mentre seguiva le lezioni nella scuola senza riscaldamenti, un altro caso simile si è verificato a Palermo, stavolta all'interno dell'università. Una donna che seguiva un corso di formazione presso l'ateneo del capoluogo siciliano si è sentita male a causa del freddo che c'era nell'aula non riscaldata ed è andata in ipotermia.

È stato necessario l'intervento del 118 che l'ha portata all'ospedale Civico dove si trova per accertamenti. "È stato riscontrato un principio di ipotermia (mani e labbra nere, i sanitari non riuscivano a prendere l'ossigenazione)", racconta una collega a PalermoToday. Dopo l'intervento dei sanitari i corsisti hanno protestato per le condizioni dell'aula e sono stati spostati in un altro edificio per proseguire le lezioni in una stanza riscaldata. "Da due settimane seguiamo le lezioni senza riscaldamenti in un ambiente gelido", dice un corsista.

Il corso per il sostegno, un tirocinio formativo attivo, si svolge ogni venerdì e sabato e secondo quanto riferiscono alcuni partecipanti a PalermoToday, le aule non sono climatizzate già da tempo. "Da alcune settimane - scrive una corsista - i riscaldamenti non funzionano e siamo costretti a seguire le lezioni al freddo e al gelo, portando stufette e borse calde da casa che non sopperiscono al grave disagio. L'edificio è a vetri e di conseguenza ancora di più si disperde il calore. Abbiamo proposto lezioni online (anche perché ci sono donne in gravidanza, persone sofferenti) ma abbiamo ricevuto, come risposta, solo rifiuti".

"Dopo che la collega è finita in ospedale - si legge in un altro messaggio -  allora si sono mobilitati a spostarci in un altro edificio . Una responsabile addirittura ci ha risposto: 'Vestitevi con i vestiti per la neve, noi non possiamo farci niente'. Vergognoso. Siamo veramente in condizioni pietose, nonostante sborsiamo 3.700 euro a testa e siamo 2.190 persone".

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