Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca Firenze

"Violentate da due carabinieri nell'androne del palazzo": trovate tracce biologiche

"I fatti sembrano avere qualche fondatezza", dice il ministro Pinotti. Durissimo anche il comandante dell'Arma Del Sette: "Se è vero sono indegni della divisa"

Foto di archivio

Sono stati identificati e indagati i due carabinieri accusati di aver violentato due ragazze statunitensi nella notte tra il 6 e il 7 settembre a Firenze. Le giovani davanti agli investigatori hanno confermato le accuse. Il ministro della Difesa Pinotti parla di "una qualche fondatezza rispetto alle accuse che vengono mosse" e promette una "risposta durissima" se i fatti venissero accertati.

I due carabinieri indagati per la presunta violenza sessuale avvenuta a Firenze ai danni di due studentesse americane hanno il grado, rispettivamente, di appuntato scelto e di carabiniere scelto. Entrambi sono in forza al nucleo radiomobile del reparto operativo del comando provinciale dell'Arma di Firenze.

Le tracce biologiche nell'androne del palazzo

Tracce biologiche compatibili con atti sessuali sono state rinvenute nell’androne del palazzo dove vivono le due studentesse universitarie statunitensi, nel nostro Paese per studiare arte e italiano. E' tuttavia da accertare se i rapporti sessuali siano o meno da ricondurre alla presunta violenza di cui affermano di essere state vittime. Inoltre, grazie alle telecamere di sorveglianza, è emerso che per circa venti minuti la vettura dei due carabinieri è stata ferma nei pressi del palazzo. Le studentesse che hanno denunciato i due militari hanno entrambe 21 anni. Mercoledì sera si trovavano al “Flò”, locale vicino a piazzale Michelangelo. Una pattuglia era intervenuta per placare una rissa, e i due carabinieri che ne facevano parte si sarebbero quindi offerti di accompagnare a casa, in centro storico, le due ragazze.

"Ci sono saltati addosso": il racconto delle ragazze

Le presunte violenze sessuali sulle due ragazze sarebbero state commesse una nell’androne del palazzo in cui si trova l’appartamento delle due studentesse e l’altra nell’ascensore dello stesso immobile. "Appena siamo entrate nel palazzo – è il racconto di una delle due ragazze americane che hanno accusato due carabinieri di stupro – ci sono saltati addosso. Io non ho urlato perché ho avuto paura delle armi". "Ero stordita, non mi sono resa bene conto di cosa mi stesse facendo, poi non sono riuscita a reagire", aggiunge l’altra ragazza. Questi alcuni stralci delle deposizioni delle due ragazze riportati dal quotidiano La Nazione.

 "Se è vero sono indegni della divisa"

"Aspettiamo le valutazioni degli inquirenti, ho già parlato con il comando generale ed è chiaro che se le accuse verranno confermate la risposta sarà fermissima e durissima". Così il ministro della Difesa Roberta Pinotti, commentando con i giornalisti le ultime notizie legate all'indagine. "La situazione la conoscono gli inquirenti - ha aggiunto il ministro della Difesa - le indagini sono in corso, quindi su queste non ho nulla da dire. Ovviamente per ora dobbiamo parlare al condizionale finché non ci sono certezze". Il comandante generale del'Arma, generale Tullio Del Sette, interpellato dall'Ansa, ha detto che "se fosse vero, cosa che auspichiamo tutti venga accertata quanto prima, si tratterebbe di un fatto di gravità inaudita che rende i protagonisti indegni dell'uniforme che indossano e che comporterà gravi conseguenze, anche immediate, sul piano disciplinare e della condizione di stato".

Le ragazze, intanto, sono state accompagnate all'ospedale fiorentino di Torregalli, dove è stato attivato il codice rosa, il percorso predisposto nei casi di violenze su soggetti deboli, ed è intervenuta anche una psicologa. 

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