Giovedì, 28 Ottobre 2021
Le proteste

Studenti in piazza contro Renzi: "No a una generazione di precari"

Manifestazioni a Roma, Milano, Napoli e altre città italiane contro Jobs Act e Sblocca Italia: "Il premier non può usare la condizione giovanile come uno slogan fine a se stesso. Siamo stati dimenticati, messi da parte ed esclusi"

ROMA - "Non possiamo permetterci di vivere nella precarietà, che ci impedisce di investire sui nostri desideri e sulle nostre aspettative". E' forte e chiaro il messaggio lanciato dagli studenti italiani che oggi scendono in piazza per chiedere una scuola, un'università, un Paese diverso.

Ci sono manifestazioni a Roma, Milano, Napoli e in molte altre città del Paese contro le politiche del governo e in particolare il Jobs Act - approvato in Senato - e lo Sblocca Italia. "Il premier non può usare la condizione giovanile come uno slogan fine a se stesso. E' ora che la politica si prenda le sue responsabilità dando risposte reali ad una generazione precaria privata del proprio futuro. La stessa generazione che domani sarà in piazza per dire che è la Grande Bellezza di questo Paese e che ha fame di diritti e cambiamento", afferma in una nota Gianluca Scuccimarra, coordinatore dell'Unione degli Universitari.

Prof e studenti in piazza: "Ministro non idoneo"

Gli fa eco Alberto Irone, portavoce della Rete degli studenti. "Negli anni gli studenti italiani sono stati dimenticati, messi da parte ed esclusi, come molti altri soggetti. Vogliamo riprenderci il nostro ruolo di motore della società, vogliamo dimostrare al paese e alla politica che siamo noi la Grande Bellezza di questo paese. Vogliamo quindi una scuola all'altezza delle nostre idee, vogliamo una scuola che sia un luogo aperto e vivo, non il palcoscenico di competizioni e individualismo. Vogliamo una scuola all'altezza degli standard europei e veramente innovativa, non restaurata da provvedimenti saltuari. Vogliamo restituire le Grandi Bellezze di questo paese a chi, necessariamente, le vive e toglierle al degrado e alla criminalità, nelle quali per troppo tempo sono state imprigionate. Abbiamo bisogno di: diritto allo studio, accesso alla cultura, spazi di aggregazione e un vero investimento politico e culturale del paese tutto in noi giovani. Oggi saremo nelle nostre piazze per ribadirlo, non ci stancheremo mai di dire che la Grande Bellezza siamo noi!".

Roma, studenti invadono il centro

"E' necessario ripartire investendo sull'istruzione tutta, dalla scuola all'università, questo è l'unico cambiamento che chiederemo oggi nelle piazze e che continueremo a chiedere anche il 25 ottobre insieme ai lavoratori. Non possiamo permetterci di barattare i nostri diritti con quelli degli altri, perché li vogliamo per tutte e tutti. Il cambiamento siamo noi e tagliandoci il futuro non può esserci nessun reale cambiamento!", conclude Scuccimarra.

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