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Sabato, 25 Maggio 2024
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Stupro di gruppo a Palermo: la vittima schiaffeggiata per strada dall'ex fidanzato

Sull'episodio, che ha fatto scattare il "codice rosso", indagano i carabinieri che hanno soccorso la diciannovenne la sera dell'8 agosto scorso in una strada di Borgo Vecchio. Si potrebbe trattare di una ritorsione nei confronti della ragazza che ha denunciato i suoi aguzzini

Schiaffeggiata dal suo ex fidanzato in una strada di Borgo Vecchio la sera dell'8 agosto, ovvero una decina di giorni dopo i primi tre arresti per lo stupro di gruppo di cui sarebbe stata vittima al Foro Italico, a Palermo, la notte del 7 luglio, e meno di una settimana prima della seconda ordinanza di custodia cautelare, che per lo stesso reato aveva fatto finire in carcere altri 4 ragazzi. In soccorso della diciannovenne, che ora si trova in una comunità protetta, erano intervenuti i carabinieri e la sua denuncia ha fatto scattare il "codice rosso".

È uno strano episodio quello sul quale indaga la Procura, che potrebbe essere legato proprio alla decisione di denunciare i suoi aguzzini da parte della giovane, una sorta di punizione e di ritorsione. Uno degli indagati, Samuele La Grassa, peraltro, intercettato, parlava chiaramente con la madre della volontà di vendicarsi della ragazza: "Ti giuro, stasera mi giro tutta la via Libertà, mi porto la denuncia nella borsetta e le dico: 'Guarda cosa mi hai fatto' e poi le do una testata nel naso, le chiudo le narici con una testata".

L'ipotesi investigativa è che l'ex fidanzato della vittima potesse conoscere i ragazzi arrestati e possa aver voluto così darle una lezione perché con la sua denuncia li aveva messi tutti nei guai. I primi arresti per lo stupro di gruppo, quelli di Angelo Flores (l'unico giovane che la diciannovenne conosceva e che aveva filmato l'aggressione), Gabriele Di Trapani e Cristian Barone, sono stati eseguiti il 28 luglio scorso e non sono stati resi noti all'opinione pubblica per motivi investigativi. Tanto che si è scoperto dell'indagine soltanto con l'ordinanza successiva, emessa l'11 agosto a carico di Christian Maronia, La Grassa ed Elio Arnao. Il 14 è stato poi arrestato anche R. P., che al momento dei fatti aveva 17 anni ed è diventato maggiorenne 20 giorni dopo.

Nella zona in cui vivono buona parte degli indagati, già i primi arresti saranno stati noti e comunque anche i giovani rimasti a piede libero hanno appreso dell'inchiesta già il 3 agosto (cioè 5 giorni prima dell'aggressione al Borgo Vecchio), quando erano stati convocati al Comando provinciale dei carabinieri. Proprio in quel contesto La Grassa diceva: "Ma quello che la struppiò di più è stato quello, come si chiama, Cristian..." e Maronia: "Cristian... Gabriele il Trapani (Di Trapani, ndr)... che se la f... stava f..., lei non voleva, faceva 'no, basta!'" e La Grassa: "Vedi che oltre a questo, i pugni che..." e interveniva Arnao: "Minchia, che non ansimava più, faceva 'ahia, ahia'... Le faceva male". Ancora La Grassa: "I pugni che le davano e pure gli schiaffi..." e Arnao: "Ti giuro, ci fa il p... che la testa l'aveva dentro la m..., quello gliel'ha infilata e quello che cercava di metterglielo nel...". La Grassa: "Non respira", mentre Maronia commentava: "Era eccitata" e Arnao: "Questo a cavallo, così, quella là sotto e quello così".

Ma poi i tre iniziavano a preoccuparsi. Maronia affermava infatti: "Qua la situazione si sta facendo seria, vedi, ora ci mettono tutti nella stessa cella!" e La Grassa: "Se viene mio zio l'ammazzo!". Maronia quindi leggeva il capo di imputazione: "In particolare mediante percosse... ma niente, un macello c'è! Determinato dal loro numero, abusando delle condizioni di inferiorità psichica e fisica..." e La Grassa, mostrando il cellulare: "Non trovano niente". Quindi Arnao: "Ma compà, ve lo immaginate se spuntiamo nel telegiornale? Nel telegiornale non ci spuntiamo? Mi ammazzo figghiò, io posso scappare, me ne posso andare in Messico!" e Maronia: "Compà io in America, in Venezuela", mentre La Grassa: "Io me ne vado in Thailandia".

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