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Martedì, 7 Febbraio 2023
Cronaca Rimini

Stupro di Rimini, due del branco confessano: "Siamo stati noi"

Dalle prime notizie trapelate, i due giovani avrebbero deciso di presentarsi in caserma dopo la diffusione delle immagini delle telecamere di sorveglianza e per via della pressione esercitata in questi giorni dalla Polizia

Arriva quella che potrebbe essere una svolta nelle indagini per il doppio stupro di Rimini: oggi due ragazzi marocchini, entrambi minorenni, si sono presentati a una caserma dei Carabinieri di Pesaro per rendere dichiarazioni a proposito della violenza perpetrata ai danni di una donna polacca e di una trans peruviana, sulla spiaggia di Miramare e lungo la strada statale, la scorsa settimana. Devono ora essere ascoltati dalla Procura di Rimini. Secondo quanto riportano le principali agenzie di stampa, i due avrebbero confessato: "Siamo stati noi". Non è escluso che a breve si possa consegnare anche una terza persona.

Gli investigatori stanno verificando le dichiarazioni rilasciate dai due ragazzi, trasferiti poi da Pesaro alla Procura di Rimini per essere sottoposti a interrogazione. Dalle prime notizie trapelate, i due giovani avrebbero deciso di presentarsi in caserma dopo la diffusione delle immagini delle telecamere di sorveglianza e per via della pressione esercitata in questi giorni dalla Polizia di Rimini.

Le indagini

A colloquio con l’agenzia askanews, il questore di Rimini Maurizio Improta ha detto che le forze dell’ordine stanno “lavorando alacremente” per catturare i responsabili degli stupri, aggiungendo che “tutte le piste sono ancora aperte” per gli investigatori che hanno continuato, anche nelle scorse ore, a perlustrare il territorio riminese, in particolare la periferia. Proprio lì, nei giorni scorsi, gli agenti hanno trovato alcune abitazioni “abbandonate di fretta”, probabilmente occupate in precedenza da alcuni immigrati.

Le immagini delle telecamere

Da giorni la polizia è sulle tracce del branco, identificato attraverso le immagini di diverse telecamere di sorveglianza, dalle quali sono stati estrapolati i volti dei quattro aggressori. Quattro di qui volti sono stati identificati dalla transessuale di origine peruviana. Almeno due di loro, secondo le testimonianze delle vittime, potrebbero essere nordafricani. Immagini, tra l’altro, che gli inquirenti hanno deciso al momento di non diffondere al pubblico per evitare di interferire con le indagini. Il questore si è infatti detto “molto contrariato” per la diffusione di un ‘frame’ di un video, pubblicato su alcuni quotidiani, che ritrae i presunti aggressori di spalle.

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