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Sabato, 4 Febbraio 2023
Cronaca Rimini

Stupri Rimini, la trans riconosce i volti del branco: "Sono stati loro"

La transessuale peruviana, violentata all'altezza della Statale 16 Adriatica e lasciata tramortita in un fossato, avrebbe riconosciuto gli aggressori in un video. Ma non sono ancora stati identificati

Proseguono senza sosta le indagini dopo gli stupri del "branco" a Rimini: il trans avrebbe riconosciuto i quattro aggressori.

Rimini, trans riconosce aggressori

La transessuale peruviana, violentata all'altezza della Statale 16 Adriatica e lasciata tramortita in un fossato, avrebbe riconosciuto gli aggressori. Negli ambienti investigativi vige il massimo riserbo, ma sembra che abbia visto le immagini elaborate dalla Polizia Scientifica e Squadra Mobile e abbia senza dubbio identificato chi l'ha stuprata, dopo aver violentato a turno una turista polacca e aggredito l'amico sulla spiaggia del Bagno 130 di Miramare. In un fotogramma si vedono chiaramente quattro giovani di spalle, uno alto che indossa una lunga canottiera, uno con il cappuccio della felpa sulla testa, degli altri due si notano i cappellini con visiera: in una delle tante immagini su cui stanno lavorando gli inquirenti vengono inquadrati frontalmente e in modo chiaro.

Non sono stati identificati

"Mi hanno preso la borsa, l’altro mi ha tirato per i capelli e mi ha buttato a terra e siccome non volevo rialzarmi mi ha spaccato una bottiglia sulla testa. La polizia ha chiesto il mio aiuto per riconoscerli, io sono disposta a farlo in qualsiasi modo per farli finire in carcere. Lo voglio più della mia vita", ha aggiunto la trans in un’intervista al Tg1. La trans li ha riconosciuti, ma non li ha identificati.

Indagini congiunte Italia-Polonia

Gli inquirenti hanno vagliato ogni singolo video delle varie telecamere di sorveglianza nella zona degli stupri. Dai filmati sono stati estrapolati delle immagini e dei volti. Intanto si è svolto un incontro tra squadra mobile, magistrati italiani e polacchi. Le autorità polacche con rogatoria internazionale hanno chiesto di poter accedere gli atti. I due turisti saranno nuovamente sentiti nelle prossime ore dagli agenti italiani e polacchi. Attualmente sono ancora in ospedale e potrebbero essere dimessi lunedì: il loro incubo non finirà fino a quando non saranno arrestati gli aggressori.

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