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Giovedì, 9 Dicembre 2021
Suicidi

Suicidi e crisi, in Italia il 6,3% è per motivi economici

Studio "Le vittime della crisi" dell'università La Sapienza di Roma che ha comparato il fenomeno nel nostro paese con quelli in Grecia, Spagna e Inghilterra. I numeri sono di una vera e propria strage

In Italia il 6,3% dei suicidi ha un movente economico. A togliersi la vita per problemi legati ai soldi sono quasi esclusivamente uomini, per lo più di età compresa tra i 45 e i 64 anni. I più "a rischio" sono i disoccupati, seguiti da imprenditori e liberi professionisti.

Sono alcuni dei dati di uno studio su "Le vittime della crisi", coordinato da Vincenzo Maria Mastronardi, docente di Psicopatologia forense alla "Sapienza" di Roma, completo di una analisi comparativa del fenomeno in Grecia, Spagna, Inghilterra e Spagna.

Decisamente poco rassicurante la premessa dello studio: "Il legame tra crisi e aumento dei gesti estremi è innegabile". A dimostrarlo sono i numeri: nel 2009, quando il tasso di disoccupazione si impennò del 35% rispetto a due anni prima, il tasso dei suicidi nei Paesi Ue crebbe in media del 5%.

Il 2010, statisticamente ultimo anno disponibile, è l'anno in cui nel nostro Paese si sono uccise 3.048 persone, il 2,1% in piu' rispetto a quello precedente, 187 per motivi economico-finanziari: nei soli primi sei mesi del 2012, secondo le notizie riportate dai giornali, i suicidi legati alla crisi sarebbero stati 120.

Secondo lo studio chi si uccide per ragioni economiche lo fa per incapacità di fronteggiare la situazione personale, della famiglia o dell'azienda (46%), perché ha perso il posto di lavoro (28%), perché non ce la fa a saldare debiti verso l'erario (16%) o per ritardo dei pagamenti dei committenti (10%).

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