Sabato, 25 Settembre 2021
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Piera, Daniela e l'ultimo viaggio: in Svizzera a morire "dolcemente"

Daniela Cesarini, 66 anni e colonna del Prc di Jesi, ha scelto di morire in Svizzera con il suicidio assistito. La stessa decisione l'aveva presa Piera Franchini che in un video, pubblicato oggi dai radicali, spiega le sue ragioni

Per alcuni un modo vile di abbandonare la vita. Per altri un gesto di coraggio, di padronanza della propria esistenza. Una vita che spesso non si sente propria, una vita "a scadenza" con una fine già prevista, scritta. Allora tanto vale decidere da sè quando finirla quella "maledetta vita". Tanto vale mettersi in macchina ed arrivare in Svizzera: fare l'ultimo viaggio, il "viaggio della morte". 

DANIELA CESARINI - E' questo quello che ha pensato Daniela Cesarini, 66enne ex assessore ai servizi sociali del Comune di Jesi. Una scelta radicale, netta e decisa come lei, presa e perseguita in perfetta solitudine, per porre fine alla pena di vivere dopo una serie di disgrazie che avevano segnato la sua vita. Daniela, colonna portante del Prc marchigiano, nasce disabile ma è perfettamente autonoma. Alcuni anni fa, però, la sua vita comincia a "tradirla": il marito muore dopo una lunga malattia e lo scorso 4 gennaio il figlio, Diego Piersantelli, 29 anni, la lascia dopo essere andato in coma la sera di capodanno. 

Così Daniela ha salutato tutti. Ha detto ad amici e parenti che andava a fare una vacanza per il ponte del 25 aprile ed è partita per la Svizzera. Lì, dove le legge lo consente, ha messo fino alla sua vita con il suicidio assistito. Una vita affrontata sempre da combattente e che lei stessa ha voluto terminare al "momento giusto". Come avevano fatto prima di lei Pietro D'Amico, sostituto procuratore di Catanzaro e Lucio Magri, fondatore de "Il Manifesto".

"LA MIA VITA, LA MIA MORTE, SOLO IO DECIDO DI ME" - GUARDA IL VIDEO DI PIERA FRANCHINI

PIERA FRANCHINI - Così come ha fatto Piera Franchini, uno dei membri fondatori di Rifondazione Comunista a Venezia, morta il 12 dicembre a Forch per eutanasia. La sua storia di malata terminale è raccontata da un video pubblicato oggi dal Partito radicale, in occasione della campagna "Eutanasia legale". Un video nel quale Piera racconta di sè: "Io sono morta il 13 aprile - spiega con la voce distrutta - quando il chirugo, dopo l'operazione mi disse 'signora l'abbiamo aperta e chiusa e non c'è niente da fare'". 

Da quel momento il suo unico pensiero è stato quello: "Tutte le strade non mi portano a niente se non alla fine della vita". E "solo io posso decidere della mia vita". 

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