Lunedì, 19 Aprile 2021

Uccise la compagna in preda a una "tempesta emotiva": tenta suicidio in carcere, è grave

Michele Castaldo, 57 anni, uccise l'ex compagna Olga Matei nel 2016. In primo grado era stato condannato a trent'anni, poi la pena era stata ridotta a 16: i giudici avevano concesso le attenuanti generiche

Michele Castaldo, 57 anni, omicida reo confesso di Olga Matei, la donna con cui aveva una relazione da un mese e che strangolò a mani nude il 5 ottobre 2016 a Riccione, all'interno di un'aula del tribunale di Rimini, 11 dicembre 2017. ANSA / MANUEL MIGLIORINI

Michele Castaldo, l'uomo di 57 anni reo confesso dell'omicidio della ex compagna Olga Matei, ha tentato il suicidio nel carcere di Ferrara. Il suo caso aveva fatto discutere per il dimezzamento della pena in appello, con una sentenza che ha concesso le attenuanti generiche anche per la "tempesta emotiva e passionale" determinata dalla gelosia.

Secondo quanto si apprende, lunedì l’uomo avrebbe tentato di togliersi la vita ingerendo farmaci e ora si trova ricoverato in gravi condizioni presso il reparto di rianimazione dell'ospedale di Cona, in provincia di Ferrara. Prima del gesto, l'uomo, in carcere a Ferrara, avrebbe scritto una lettera al suo legale dichiarando l'intenzione di togliersi la vita.

Omicidio Olga Matei, pena ridotta per Michele Castaldo

Del suo caso si è discusso molto: la decisione della corte d'appello di Bologna di ridurre da trenta a sedici anni la sua pena ha provocato anche numerose iniziative di protesta, fra cui un presidio sotto il tribunale. In serata a Riccione, dove viveva Olga Matei, c'è stata una fiaccolata organizzata in sua memoria. L'uomo, il 5 ottobre 2016, uccise a mani nude Olga Matei, la donna con cui aveva una relazione. Nella sentenza depositata si spiega che la decisione deriva, in primo luogo, dalla valutazione positiva determinata dalla confessione di Castaldo. Inoltre, la gelosia provata dall'imputato, sentimento "certamente immotivato e inidoneo a inficiare la sua capacità di autodeterminazione", "a causa delle poco felici esperienze di vita" del 57enne, secondo la perizia psichiatrica determinò una "soverchiante tempesta emotiva e passionale", considerata "idonea" a influire sulla misura della responsabilità penale.

La lettera di Michele Castaldo

Il suo legale, l’avvocato Monica Castiglioni, aveva ricevuto una lettera da Castaldo nella quale l'uomo aveva annunciato le intenzioni di farla finita. La missiva è stata integralmente pubblicata sulla pagina Facebook della trasmissione Quarto Grado: "Bene la chiudo qui altrimenti sembra che mi voglio giustificare", si legge. Poi, rivolgendosi al suo avvocato scrive: "Vorrei che questa lettera la rendessi pubblica nel modo che tieni più giusto. Io lascerò una lettera al carcere dicendo che i soldi che ho sul conto devono essere dati a te (3500 euro circa)". Sempre al suo difensore ribadisce la volontà di voler essere cremato: "Se puoi le mie ceneri devono essere sparse in mare. Credo che con i soldi che ti lascio riesci a coprire le spese".

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