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Sabato, 10 Dicembre 2022
Orrore in casa / Lecce

La neonata con tagli alla gola abbandonata in giardino e il feto nascosto in valigia: madre a processo

Una 35enne è accusata di tentato omicidio aggravato e occultamento di cadavere. Avrebbe partorito da sola in casa e poi avrebbe tentato di disfarsi della bimba. Trovato il cadavere di un altro neonato

Partorisce da sola in casa, prende in braccio la sua piccola appena venuta al mondo e le taglia la gola, poi avvolge il corpicino in un telo da mare e lo abbandona in giardino. E' quello che ha fatto, secondo l'accusa, una 35enne della provincia di Lecce che è ai domiciliari e per la quale è stato chiesto il rinvio a giudizio per tentato omicidio aggravato.

La vicenda è raccontata da Veronica Valente su LeccePrima. Tutto accade il 23 luglio dello scorso anno. Il pianto della neonata ha attirato l’attenzione del compagno della donna, che ha chiamato i soccorsi. Una telefonata che ha permesso ai medici di salvare sia la piccola sia la donna, ritrovata distesa sul pavimento in cucina con una grave crisi emorragica.

Il giudice Angelo Zizzari ha respinto la richiesta della difesa, rappresentata dall’avvocata Anna Elisa Prete, di procedere col rito abbreviato condizionato da una perizia sulla capacità di intendere e volere, fissando al 7 dicembre la prima udienza del processo col rito ordinario.

Nel fascicolo dell’inchiesta del pubblico ministero Alessandro Prontera anche un altro macabro episodio. La 35enne risponde di occultamento di cadavere. Tempo prima, avrebbe nascosto il corpo di un feto in una valigia sotto al letto, dopo averlo avvolto in stracci di cotone serrati alle estremità con un filo di ferro e poi in sacchi di plastica. A indicare la presenza della borsa ai carabinieri fu sempre il marito (che sarà parte civile in aula con l’avvocato Roberto Rella), ma nelle settimane successive all’arresto della convivente e della perquisizione svolta in casa dagli stessi militari.

Dalla consulenza svolta per conto della difesa, sarebbero emerse gravi violenze subite per anni dall’imputata tra le mura domestiche, violenze che alla fine avrebbero influenzato le sue condotte. Ma questo sarà oggetto di approfondimento a dibattimento, avendo il giudice per l’udienza preliminare ritenuto sufficienti le perizie già svolte dagli esperti scelti dalla Procura.

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