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Mercoledì, 8 Febbraio 2023
Cronaca

50mila euro vivo, 25mila morto: Igor Vaclavic e la "guerra" sulla taglia

Il regolamento steso dal legale della vedova di Davide Fabbri, il barista ucciso da Norbert Feher, fa infuriare gli avvocati penalisti di Bologna: "E' inconciliabile con i principi fondanti dello Stato di diritto". La risposta dell'avvocato Bacchelli: "Iniziativa legittima e utile, è evidente che le eventuali segnalazioni verranno immediatamente girate alle autorità investigative"

50mila euro se il latitante viene rintracciato vivo, la metà se invece si trova il suo cadavere. Fa discutere la taglia per chi dà informazioni utili alla cattura di Igor Vaclavic, il killer serbo accusato degli omicidi di Davide Fabbri, della guardia volontaria Valerio Verri e indagato per l'assassinio di Salvatore Chianese.

Il compenso proposto dai parenti e dagli amici di Fabbri, il barista di Riccardina di Budrio ucciso dal killer serbo la notte del primo aprile, è "un’iniziativa inconciliabile con i principi fondanti dello Stato di diritto", secondo gli avvocati penalisti del Consiglio direttivo della Camera penale di Bologna "Franco Bricola". Perché? Il Consiglio direttivo "fermo restando il profondo rispetto per l’aspettativa di giustizia dei prossimi congiunti delle persone rimaste vittime dei barbari episodi in merito ai quali la Procura della Repubblica sta svolgendo indagini preliminari - sottolinea la Camera penale bolognese - ritiene di dover stigmatizzare l’iniziativa in questione ritenendola inconciliabile con i principi fondanti di uno Stato di diritto nel quale il compito di ricercare e perseguire il responsabile anche del più efferato delitto va ricondotto in via esclusiva all’autorità giudiziaria e alla polizia giudiziaria che con essa collabora".

Secondo l’Associazione degli avvocati penalisti, infine, "anche l’attività investigativa difensiva, come disciplinata dal codice di procedura penale, e che rappresenta una grande conquista nell’ambito del processo accusatorio, per rendere meno diseguali i poteri del difensore rispetto a quelli del pubblico ministero, va esercitata con rigore , e senza mai dimenticare che la persona offesa non può sostituirsi agli organi abilitati alla ricerca delle prove, trasformandosi in un’accusa parallela".

Alla sonora bocciatura degli avvocati penalisti al compenso di 50mila euro promesso a chi riuscisse a dare informazioni utili su come trovare il killer, risponde Giorgio Bacchelli, difensore della vedova Maria Sirica e del papà di Davide Fabbri. La taglia - ci spiegò lui stesso in questa intervista - vuole essere un ausilio (e non una critica) agli organi di polizia per trovare Igor.

Uno strumento del genere può essere dunque "inconciliabile con lo Stato di diritto", come sostiene la Camera penale bolognese?

Bacchelli risponde: "Il motivo si ricollegherebbe al fatto che, pur restando fermo il profondo rispetto per l’aspettativa di giustizia dei congiunti delle vittime di barbari episodi in merito ai quali la Procura sta svolgendo indagini, secondo la Camera Penale i “principi fondanti di uno Stato di diritto verrebbero in qualche modo stravolti, poiché il compito di ricercare e perseguire il responsabile anche del più efferato delitto, va ricondotto in esclusiva all’Autorità Giudiziaria e alla Polizia Giudiziaria”. E si aggiunge che “anche l’attività investigativa difensiva, pur prevista dalla normativa codicistica, e che rappresenta una grande conquista nell’ambito del processo accusatorio, va esercitata con rigore, senza mai dimenticare che la persona offesa non può sostituirsi agli organi abilitati alla ricerca delle prove, trasformandosi in una accusa parallela".

Sono affermazioni ingiustificate e inusitate se riferite alla fattispecie. Infatti viene stravolto completamente non soltanto il dettato letterale del bando che il sottoscritto ha redatto in maniera attenta e approfondita, dopo avere studiato la problematica da ogni punto di vista, ma anche lo spirito della iniziativa stessa. Basti considerare che nel bando (pubblicato una dozzina di giorni fa sui principali quotidiani della Regione), è detto esplicitamente che l’iniziativa parte dal presupposto di riconoscere all’Autorità investigativa statale, di avere lavorato e di continuare a lavorare in maniera ottima, senza nessun tipo di critica nei confronti della stessa. Pertanto l’iniziativa intende proporsi come semplice possibile ausilio alle indagini preliminari svolte dagli organi di Stato, offrendo occasioni per “slatentizzare” situazioni umane che, altrimenti, potrebbero rimanere nascoste. Offrendo una ricompensa (nella forma dell’offerta al pubblico prevista dall’art. 1898 del Codice Civile), si può forse ottenere qualche segnalazione di rilievo idonea a rintracciare il latitante e pluriomicida Igor Vaclavic.

"E' evidente - prosegue l'avvocato Bacchelli - che le eventuali segnalazioni verranno immediatamente girate alle Autorità investigative, per l’esecuzione del rintraccio e della auspicabile assicurazione alla giustizia di un pericolosissimo latitante. L’iniziativa è stata preventivamente comunicata sia al Pubblico Ministero Dott. Forte, sia al Procuratore Capo della Repubblica dott. Amato, per un conforto ulteriore e comunque per una giustificata preventiva segnalazione, senza ricevere da tali autorità nessun tipo di critica".

Barista ucciso a Budrio (BolognaToday)

E respinge così le accuse della Camera penale: "Dichiarare, come fa il comunicato stampa della Camera Penale, una pretesa violazione dei principi fondanti di uno Stato di diritto, ipotizzando che in tal caso vi sia una sorta di iniziativa privata sostitutiva della attività giurisdizionale dello Stato, costituisce una forzatura della fattispecie, che il sottoscritto necessariamente deve respingere. Sarebbe stata sicuramente più utile una disamina più approfondita, da parte della Camera Penale, non soltanto attraverso la lettura di comunicazioni giornalistiche, ma anche attingendo più precise informazioni dal sottoscritto. Oltretutto non si dimentichi che tale iniziativa parte proprio dalla parte lesa e cioè dalla famiglia del povero Davide Fabbri, nonché dal Comitato degli Amici del medesimo, i quali, come parti lese, beneficiano anche di una recente normativa che allarga i diritti delle parti lese nel procedimento penale, in attuazione di direttive comunitarie. 

In ogni caso, secondo il legale è evidente l’interesse delle parti lese a cercare di far assicurare alla giustizia il criminale, affinché venga processato dagli organi competenti: "A conferma della legittimità ed utilità dell’iniziativa, aggiungo che vi è stato un notevole interessamento di varie persone e alcune “segnalazioni” sono già state girate alla Procura della Repubblica, per gli approfondimenti necessari. La speranza è che anche questo aiuti ad assicurare alla giustizia un criminale molto pericoloso, per poterlo processare  e condannare alla pena che si merita. Mi auguro che queste mie considerazioni chiariscano definitivamente ogni dubbio sulla legittimità dell’iniziativa".
 

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