Mercoledì, 2 Dicembre 2020
Milano

Tangenti, viaggi, cene ed escort: i regali della 'ndrangheta al funzionario del Ministero

Nel giro di tangenti che ha sconvolto Milano indagato anche Pierpaolo Tondo, dell'Unità di verifica degli investimenti pubblici del Ministero dello Sviluppo Economico: millantava di poter manipolare per i clan i funzionari dell'Agenzia delle Entrate

Avrebbe finto di avere la forza, e il prestigio, per corrompere funzionari delle agenzie delle Entrate di Roma e Milano. Sfruttando il suo ruolo - questo sì, vero - avrebbe partecipato al presunto giro di tangenti, traendone “utilità”. In cambio dei finti aiuti, e delle finte pressioni, avrebbe infatti ottenuto - secondo l’accusa -  cene, viaggi e notti di sesso con escort. 

Ci sarebbe anche il nome di Pierpaolo Tondo, "componente dell’unità di verifica degli investimenti pubblici presso il Ministero dello Sviluppo Economico”, tra gli indagati dell’inchiesta della Dda milanese che lunedì ha portato a quattordici arresti per un giro di presunte tangenti su alcuni lavori pubblici in Lombardia

Come si legge nel provvedimento del gip Alessandra Simion, Tondo è accusato di millantato credito perché "in talune situazioni" avrebbe "rafforzato" le presunte millanterie di uno degli arrestati, il faccendiere Alessandro Raineri ora in carcere. Il funzinario del ministero, evidenzia il gip, "supporta e rafforza l'attività" di Ranieri "millantando una capacità di influenza presso personaggi altamente qualificati delle istituzioni con cui egli è realmente in contatto".

I contatti più stretti, secondo l’inchiesta, sarebbero quelli tra lo stesso Tondo e l’imprenditore Venturino Austoni, anche lui finito nelle carte delle indagini. Tondo avrebbe ricevuto dall’imprenditore “somme di denaro in contanti" e "viaggi gratuiti" a Milano "comprensivi di cene, albergo ed escort per prestazioni sessuali a pagamento". 

L'indagine nella quale figura Tondo riguarda un presunto giro di tangenti messo in piedi da un gruppo di imprenditori vicini alla 'ndrangheta che si sarebbero spartiti la torta dei sub-appalti di opere pubbliche in Lombardia. Tra le opere finite sott'inchiesta c’è anche la linea ferroviaria che dovrà collegare il terminal 1 al terminal 2 dell'aeroporto di Malpensa. 

Per tutti gli indagati e gli arrestati le accuse sono, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati di corruzione diretta all’acquisizione di subappalti di opere pubbliche realizzate in Lombardia, di natura fiscale, truffa ai danni dello Stato, bancarotta fraudolenta, intestazione fittizia di beni e complessi societari, oltre a illecita concorrenza realizzata attraverso minaccia e violenza. Contina a leggere su Milano Today

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