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Lunedì, 17 Gennaio 2022
ECONOMIA

Tares, "una stangata per le aziende"

Per i capannoni industriali, con la Tares, si prospettano aumenti fino a 1.133 euro il tutto in attesa della Service tax. Lo afferma il centro studi della Cgia di Mestre

ROMA - Stangata in arrivo. Con la Tares per i capannoni industriali si prospettano aumenti fino a 1.133 euro il tutto in attesa della Service tax. Lo afferma il centro studi della Cgia di Mestre che ha stimato che con la Tares ci saranno aumenti pesanti anche sui negozi (+98 euro) e sulle abitazioni (+73 euro). 

La Tares, che debutta quest'anno sostituendo la Tarsu o la Tia - rileva la Cgia - rischia di tramutarsi in una stangata, soprattutto per gli imprenditori. Per la Cgia rispetto al 2012, gli aumenti medi stimati per l'anno in corso saranno molto pesanti tanto che su un capannone di 1.200 mq l'aggravio sarà di 1.133 euro (+22,7%); su un negozio di 70 mq (superficie media nazionale), l'asporto dei rifiuti costerà 98 euro in più (+19,7%); su una abitazione civile di 114 mq (superficie media nazionale), l'applicazione della Tares comporterà un aumento di spesa di 73 euro (+29,1%).

"Questa situazione - sottolinea Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre - rasenta il paradosso. Con la crisi economica e il conseguente calo dei consumi, le famiglie e le imprese hanno prodotto meno rifiuti. Inoltre, grazie all'aumento della raccolta differenziata avvenuto in questi ultimi anni un po' in tutta Italia, il costo per lo smaltimento degli stessi è diminuito". "Detto ciò, con meno rifiuti e con una spesa per lo smaltimento più contenuta tutti dovrebbero pagare meno - rileva -. Invece, con la Tares subiremo un ulteriore aggravio della tassazione".

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Per la Cgia la causa degli aumenti è determinata in primo luogo dal fatto che la Tares dovrà assicurare un gettito in grado di coprire interamente il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, vincolo non previsto con l'applicazione della Tarsu. In secondo luogo, si prevede una maggiorazione su tutti gli immobili pari a 0,3 euro al metro quadrato con la quale si andranno a finanziare i servizi indivisibili dei Comuni (illuminazione pubblica, pulizia e manutenzione delle strade). Per la Cgia si deve tener presente che i Comuni potranno elevare questa maggiorazione sino a 0,4 euro al metro quadrato.

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