Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca Italia

Taser, la nuova arma delle forze dell'ordine fa discutere: "Può uccidere"

Approvato il regolamento d'uso della pistola a impulsi elettrici, i medici lanciano l'allarme contro la falsa credenza dei soli danni transitori inflitti dal taser: "L'aritmia può uccidere, a rischio cardiopatici e chi è sotto effetto di droga e alcol"

Il taser torna a far discutere dopo l'approvazione in Consiglio dei ministri del regolamento che disciplina l'entrata in dotazione alle forze di polizia dell'uso della pistola a impulsi elettrici (previo il vaglio del Consiglio di Stato, ndr).

Occorre infatti una corretta formazione per l'utilizzo di questo strumento come sottolinea anche Mauro Palma, Garante nazionale dei diritti dei detenuti. Preoccupazioni che nascono anche dagli avvertimenti che piovono dai medici come spiega all'Adnkronos Francesco Perna, cardiologo del Policlinico Gemelli di Roma. Infatti benché il taser venga ritenuto un'arma non mortale, un minimo di rischio esiste. 

"Con l'utilizzo del taser un rischio minimo di mortalità cardiaca esiste, se utilizzato su persone cardiopatiche o sotto effetto di sostanze come la cocaina".

"Abbiamo pochi dati - spiega Perna - sugli effetti dell'uso del Taser. La corrente che arriva al cuore è quindi molto attenuata, ma ciò non toglie che ci sia un rischio teorico, seppure basso, di provocare un'aritmia che può essere mortale in persone con cardiopatie o che abbiano fatto uso di sostanze eccitanti come la cocaina".  Anche le persone portatrici di alcuni tipi di pacemaker o defibrillatori possono incorrere in aritmie letali. Nel caso di apparecchi che mantengono il battito in continuo "l'impulso del Taser potrebbe, sempre teoricamente, interrompere il battito per i 10-15 secondi con conseguenze gravi".

È già accaduto in molti casi negli Stati Uniti: il taser può anche uccidere, "soprattutto se chi lo usa non è a conoscenza di alcune precauzioni da adottare"afferma Maurizio Santomauro, cardiologo del Policlinico universitario Federico II di Napoli.

"Nei corsi di addestramento dovrebbero essere inserite nozioni di medicina, così da scongiurare rischi di morte per il soggetto colpito e tutelare il poliziotto che, usando il Taser, non ha intenzione di uccidere"

Come funziona il taser

Il Taser spara due freccette collegate tramite dei fili elettrici che producono una scarica ad alta tensione (in genere 50mila volt), ma a basso amperaggio (tra i 6 e i 10 milliampère), rilasciata in brevissimi impulsi ravvicinati.

E sono proprio questi impulsi i responsabili della contrazione dei muscoli, ma anche di potenziali rischi di aritmia cardiaca. Aritmia che, in particolari condizioni e soprattutto in soggetti cardiopatici o sotto effetto di stupefacenti o di ebbrezza, può portare alla morte.

In particolar modo è rischioso se viene colpita una precisa area del cuore e se si emettono più scariche elettriche di seguito e ravvicinate.

Taser, Antigone: "Preoccupati per il via libera del governo ad un'arma potenzialmente letale"

"Riteniamo un grave errore quello del governo che, nel Consiglio dei Ministri tenutosi ieri, ha dato il via libera alla dotazione stabile per tutti gli appartenenti alle forze dell'ordine della pistola elettrica taser, un'arma pericolosa e potenzialmente mortale, come ci dimostra la realtà dei paesi in cui è in uso". A dirlo è Patrizio Gonnella, presidente di Antigone.

La sperimentazione del taser era partita nel settembre del 2018 in dodici città su iniziativa dell'allora ministro dell'Interno Salvini. Secondo un'indagine della Reuters il taser ha provocato oltre mille morti nei soli Stati Uniti. La stessa azienda americana che la produce - la Taser International Incorporation, da cui deriva il nome dell'arma - chiamata in causa sulla potenziale pericolosità, ha dichiarato che esisterebbe un rischio di mortalità pari allo 0,25%. Ciò significa che se il taser venisse usato su 400 persone una di queste potrebbe morire. 

"Nonostante il rispetto delle necessarie cautele per la salute e l'incolumità pubblica e il principio di precauzione a cui gli agenti saranno richiamati, la pericolosità di quest'arma non viene meno, soprattutto perché non è possibile sapere o stabilire se la persona cui si sta per sparare soffra o meno di cardiopatia o epilessia, due delle patologie per cui la pistola elettrica potrebbe risultare mortale", aggiunge ancora Gonnella, ricordando come anche alcuni organismi internazionali, tra cui la Corte Europea dei Diritti Dell’uomo ed il Comitato ONU per la prevenzione della tortura si siano espressi relativamente alle pericolosità di quest’arma e il rischio di abusi che l’utilizzo può comportare.

Prima della pronuncia di ieri del Consiglio dei Ministri era stato lo stesso ex Ministro Salvini - attraverso il primo decreto sicurezza - ad allargare la platea dei possibili utilizzatori di quest'arma, dando ai comuni con più di 100.000 abitanti la facoltà di dotarne gli agenti di polizia locale. Proprio per rispondere a questa proposta Antigone aveva lanciato una campagna rivolta agli amministratori locali a cui si chiedeva, attraverso l'approvazione di un ordine del giorno, di non dare seguito a questa possibilità. Un invito a cui hanno risposto i comuni di Palermo, Torino, Milano e Bergamo.

"Quello che auspichiamo e chiediamo al governo - sottolinea il presidente di Antigone - è che torni sui suoi passi, rinunciando a dotare le forze dell'ordine di quest'arma che, nella pratica quotidiana diventa un sostituto del manganello e non della classica pistola. Inoltre, speriamo che questo non sia il preludio per dare seguito alla proposta emersa nei mesi scorsi di dotare anche gli agenti di polizia penitenziaria, impegnati nel lavoro nelle carceri, di questa pericolosa arma. Se ciò accadesse - conclude Patrizio Gonnella - l'opposizione di Antigone sarebbe ferma e decisa".

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