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Martedì, 18 Gennaio 2022
IL PREZZO DELLA CRISI / 3

La stangata del 2013: 585 euro di tasse in più a famiglia

E' la stima della Cgia di Mestre: pressione fiscale al 45,1%

Nel 2013 si pagheranno 14,7 miliardi di tasse in più. Tradotto, si tratta di un aggravio che per ciascuna famiglia sarà di 585 euro in dodici mesi.

E' la stima della Cgia di Mestre. L'associazione che raggruppa artigiani e piccole imprese calcola che nel 2013 la pressione fiscale, tenuto conto anche degli effetti della Legge di Stabilità, si attesterà al 45,1% del Pil, 0,2 punti percentuali in meno rispetto alle previsioni elaborate dal governo.

Quello appena cominciato sarà dunque un anno all'insegna delle tasse: l'introduzione della Tares, l'aumento dell'Iva previsto dall'1 luglio, il ritocco all'insù dell'Imu sui capannoni, gli incrementi dei contributi previdenziali degli autonomi e delle addizionali Irpef a livello locale costeranno agli italiani appunto 14,7 miliardi di tasse e contributi previdenziali in più rispetto al 2012.

"Nonostante la Legge di Stabilità abbia alzato le detrazioni Irpef per i figli a carico - spiega Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia Mestre - la pressione fiscale nel 2013 si attesterà, secondo le previsioni redatte qualche giorno fa dal Servizio Studi della Camera e del Senato, al 45,1%. Ben 0,4% in più rispetto al dato registrato nel 2012".

"Solo nel 2014 invertiremo la tendenza, ritornando a una pressione fiscale leggermente al di sotto del 45%''. E' evidente che un livello così elevato di tassazione non costituisce una condizione favorevole per riagganciare la ripresa economica, spiega l'associazione veneta. ''Con l'Imu - prosegue Bortolussi - l'Erario ha incassato circa 3-4 mld in più rispetto alle previsioni: si tratta di risorse sufficienti per scongiurare l'aumento di un punto dell'aliquota Iva del 21% previsto a luglio. Inoltre, se si riuscirà ad agire in maniera ancor più incisiva sul taglio alla spesa pubblica improduttiva, sicuramente ci saranno ulteriori risorse per alleggerire il peso fiscale sulle famiglie. E' questa una condizione necessaria per lasciare più soldi in tasca agli italiani e far ripartire i consumi''.

SALE LA PRESSIONE FISCALE - La pressione fiscale, data dal rapporto che vede al numeratore le imposte e i contributi e al denominatore il Pil, passerà dal 44,7% del 2012 al 45,1% del 2013. Si tratta di un livello di pressione fiscale mai raggiunto nel nostro Paese. La Legge di Stabilità, recentemente approvata dal Parlamento, ha permesso di correggere leggermente al ribasso le previsioni contenute nella Nota di aggiornamento di settembre del DEF (Documento di Economia e Finanza 2012) che indicava una pressione fiscale per l’anno in corso del 45,3%.

Applicando queste percentuali (44,7% e 45,1%) al Pil previsto per i rispettivi anni, si ottiene l’ammontare di imposte e contributi che gli italiani hanno versato e verseranno all’Erario, per la precisione 699,6 miliardi nel 2012 e 714,3 miliardi di euro nel 2013. Sulla base di questi dati, pertanto, si evince che nel 2013 gli italiani sopporteranno un maggiore carico impositivo rispetto al 2012 di circa 14,7 miliardi di euro (ottenuto dalla differenza tra 714,3 e 699,6 mld), che corrisponde ad un aggravio medio pari a 585 euro a famiglia.

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