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Sabato, 29 Gennaio 2022
TASSE / Italia

Fisco, a giugno e luglio la temuta "stangata d'estate"

Tra versamenti Inps, tassa annuale di iscrizione alla camera di commercio, pagamento della prima rata dell'Imu e della Tares, oltre all'autoliquidazione Irpef, giugno e luglio saranno mesi difficili per i piccoli imprenditori

La prossima estate, a giugno e luglio, i lavoratori autonomi e i piccoli imprenditori saranno costretti ad affrontare un vero e proprio 'stress test' fiscale-contributivo. Le scadenze saranno numerosissime e riguarderanno i versamenti Inps, la tassa annuale di iscrizione alla camera di commercio, il pagamento della prima rata dell'Imu e della Tares, oltre all'autoliquidazione Irpef, che prevede il saldo 2012 e l'acconto 2013.

Peseranno sulle tasche di questi contribuenti fino a 25.700 euro circa. Le simulazioni sono state realizzate dall'ufficio studi della Cgia di Mestre che ha preso in esame quattro diverse tipologie aziendali.

Ecco i risultati: un commerciante pagherà tra i 4.452 e i 4.676 euro; un artigiano tra i 6.948 e i 7.206 euro; una società di persone con 2 soci e 4 dipendenti tra i 17.733 e i 18.409 euro; una società di capitali con 2 soci e 10 dipendenti tra i 25.401 e i 25.737 euro.

In queste quattro elaborazioni la Cgia ha calcolato i possibili esborsi che i titolari di queste aziende dovranno farsi carico, considerando due scenari. Nel primo sono state utilizzate le aliquote medie dell'Imu e delle addizionali Irpef, nonchè la maggiorazione della Tares pari a 0,3 euro al metro quadrato. Nel secondo, invece, si è immaginato uno scenario più pessimistico rispetto al precedente, ipotizzando che le Regioni e gli enti locali elevino sino al valore massimo consentito le aliquote dei tributi interessati da questa scadenza e che la maggiorazione della Tares si attesti a 0,4 euro al metro quadrato.

Sulla Tares si appunta l'attenzione di Cgil, Cisl e Uil che chiedono di "spalmarne il pagamento attraverso più acconti anticipando il pagamento, così come avvenuto per l'Imu lo scorso anno", per non farlo coincidere con quello di altre imposte e tasse. Un modo per tenere presente le esigenze dei cittadini ma anche quelle delle società del settore, in crisi di liquidità a causa dello slittamento all'estate dei pagamenti.

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