Venerdì, 29 Ottobre 2021
ECONOMIA

Lavoriamo fino al 21 giugno solo per pagare le tasse

Gli italiani "liberi" da tasse, imposte e contributi previdenziali solo dal 22 giugno. Dobbiamo lavorare altri cinque mesi per arrivare al traguardo del giorno della liberazione dal Fisco

ROMA - Il 21 giugno 2014 è il giorno della liberazione. Dalle tasse. Sì, perché ogni italiano, calendario alla mano, quest'anno deve lavorare 172 giorni su 365 solo per pagare tasse, imposte e contributi previdenziali. Due giorni in più rispetto all'anno scorso: tutta colpa di una pressione fiscale che supera il 47%.

Mancano dunque più di cinque mesi alla "liberazione dall'Erario", il cosiddetto Tax freedom day. Il 22 giugno 2014 si festeggia. E si comincia finalmente a guadagnare per sé e per i propri cari, non più solo per lo Stato. I conti emergono da uno studio di Corriere Economia e Cgia di Mestre, che hanno preso in esame il caso di un rappresentante del ceto medio con un reddito di 48.644 euro lordi, moglie e un figlio a carico.

Come se non bastasse, il periodo potrebbe allungarsi per colpa delle incertezze intorno alla tassa sulla casa. Se si supera il 30 giugno vorrebbe dire lavorare più per lo Stato che per la propria famiglia. Cosa che già accade per i contribuenti con un reddito elevato e le imprese. La situazione migliora leggermente per un altro contribuente tipo, un operaio con moglie e figlio a carico e reddito di 24mila euro lordi. Rispetto al 2013 pareggia i conti col Fisco: dovrà lavorare 135 giorni, fino al 15 maggio, per far fronte a imposte e contributi esattamente come un anno fa. Una soddisfazione effimera perché, sottolinea il Corriere Economia, i calcoli sono stati fatti "in maniera estremamente prudenziale".

Anche qui occorre fare una precisazione. La Tasi, la neonata imposta comunale sui servizi indivisibili (con l'illuminazione stradale e la polizia urbana), è stata calcolata con un'aliquota del due per mille, mentre può andare dal 2,6% al 3,3% per mille ipotizzando che gli enti locali applichino detrazioni significative almeno ai nuclei familiari con i redditi più bassi. Se questo non dovesse accadere, anche il traguardo della liberazione fiscale dell'operaio rischia di spostarsi in aventi.

Il fatto che il termine si sposti sempre più avanti è legato a un sistema fortemente progressivo come il nostro. "Soprattutto se, come avviene da anni, gli scaglioni Irpef e le detrazioni non vengono via via adeguati all'incidere del costo della vita. Sono molti gli aumenti previsti: l'unica novità positiva è l'aumento delle detrazioni da lavoro dipendente: i vantaggi, attorno ai 200 euro, sono concentrati sulle fasce di reddito medio-basse e decrescono al crescere del reddito".

In tutto il 2014, inoltre, si farà sentire l'aumento dell'aliquota Iva dal 21 al 22% scattato a ottobre 2013. In aumento anche le accise e il bollo sui depositi titoli. Buon anno!

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