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Domenica, 16 Gennaio 2022
Tav

La Tav è legge: "Così lo Stato ha aperto un tunnel alla mafia"

Il Senato ha approvato la ratifica dell'accordo tra Italia e Francia per la realizzazione della Tav Torino-Lione. Rabbia M5s in Aula: "Fuori la mafia dallo Stato". E Sel accusa: "Livelli preoccupanti di uranio e amianto"

ROMA - La Torino Lione s'ha da fare. Palazzo Madama ha approvato con 173 sì, 50 no e 4 astenuti la ratifica dell'accordo tra l'Italia e la Francia per la realizzazione della linea ferroviaria tra le due città. La Camera aveva già dato il proprio assenso alla ratifica che ora è legge. Inutile, quindi, la protesta grillina che pure ha creato scompiglio al Senato. 

"TUNNEL PER LA MAFIA" - I senatori a cinque stelle, durante la discussione, hanno tirato fuori fazzoletti e cartelli con le scritte "No tav" e hanno improvvisato un coro nell'Aula, dal significato abbastanza inequivocabile: "Fuori la mafia dallo Stato". Un coro che ha fatto seguito, di poco, ad un post apparso sul blog di Beppe Grillo dal titolo altrettanto chiaro: "Aprono il tunnel alle mafie". Il riferimento, diretto, è al fatto che la legislazione per la costruzione della linea ferroviaria - appalti inclusi -sarà quella francese che non preve una norma anti mafia. 

Immancabili le accuse dei pentastellati sulle modalità di svolgimento della discussione. "Mi sento preso per i fondelli - ha accusato il senatore M5s Andrea Cioffi - avete saltato mille emendamenti con un colpo solo. Complimenti". 

"700 MILIONI DI EURO PER DODICI TRENI AL GIORNO" - Più nel merito, invece, è andato Carlo Martelli che ha chiarito il motivo del no secco e deciso suo e del suo gruppo. "In primo luogo, la Ue non ci ha mai detto di fare una linea ad Alta velocità Torino-Lione - ha precisato in Aula - Secondo, il progetto Ten-T, Trans-European Network Transports, prevede di realizzare un collegamento che attraversi l'Italia settentrionale, da ovest ad est, ma non prevede che debba passare per la linea Torino-Lione. Siamo noi - ha attaccato - che abbiamo chiesto di inserire quella tratta".

Una tratta che, Martelli lo specifica più di una volta, non porterà nessun vantaggio. Anzi. "A chi serve questa linea? La Lyon-Turin Ferroviaire - ha spiegato il senato grillino - che è la società pubblica italo-francese che vuole costruirla, è la prima a dire che questa linea non porterà benefici se non a un ristretto manipolo di viaggiatori: dodici treni al giorno su una capacità della linea di 300". E ancora: "Questa linea costerà, a regime, 700 milioni all'anno. Per farla andare a pareggio dovranno passare 350 treni, treni merci, lunghi da un chilometro e mezzo a due chilometri, alternati ogni cinque minuti a treni passeggeri. I treni merci - ha fatto notare Martelli - dovranno andare a una velocità tra 100 e 120 chilometri orari e i treni passeggeri a 220 chilometri orari. Ma è ovvio, dal momento che non esiste nessun vagone merci che vada oltre i 120 chilometri orari. Non esiste e non è in progetto un trasporto ad Alta Velocità ferroviaria, e non esisterà mai". 

"In Europa - ha concluso il senatore a cinque stelle - i mezzi che circolano su gomma fanno 3000 miliardi di chilometri. Il trasporto merci su rotaie fa 30 miliardi di chilometri: l'1% di quello su gomma. Se noi raddoppiassimo ogni linea ferroviaria europea raddoppieremmo 60 miliardi di Km, cioè il 2%. Ditemi, quindi, come si fa, con 200Km in più, ad avere uno spostamento da gomma a rotaia". 

"LIVELLI TROPPO ALTI DI AMIANTO" - Altro capitolo - quello sulla sicurezza - lo hanno aperto gli esponenti di Sel, che hanno urlato in Aula il loro no. "A determinare la posizione contraria di Sel rispetto alla Tav - ha spiegato Massimo Cervellini - concorrono molteplici fattori: soprattutto i dati prodotti dagli studi dell'Arpa di Ivrea e del Politecnico di Torino, che chiediamo vengano acquisiti e valutati con attenzione, in quanto riportano la presenza di uranio e amianto in valori superiori ai livelli consentiti. Altri studi super partes di società private condotti sull'uranio appurano una presenza, seppure non sufficiente allo sfruttamento commerciale, comunque allarmante per la salute: i lavori di scavo e di trasporto delle rocce potrebbero quindi comportare emissioni terribili di uranio e amianto per le lavoratrici ed i lavoratori. Stiamo procedendo - ha concluso - con un sistema giuridico ed istituzionale scandaloso rispetto alle norme a tutela dei lavoratori: ribadiamo il nostro no ad un'opera pericolosa, oltre che costosa e inutile per il futuro del Paese". Ma tant'è. Senato e Camera hanno deciso: la Tav s'ha da fare. 

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