Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca

Asili, centri per anziani e disabili: la Camera dice sì alle telecamere contro gli abusi

La legge prevede la videosorveglianza nelle strutture specializzate per bambini e terza età, a condizione che utenti e lavoratori ne siano informati

Telecamere a circuito chiuso in asili, scuole d'infanzia e strutture per anziani e disabili per contrastare gli abusi sulle persone più indifese, di cui troppo spesso le cronache danno notizia. La Camera ha approvato la normativa sulla videosorveglianza: 279 i voti a favore, ventidue i contrari e 69 gli astenuti.

Ora il testo passa al Senato. Si sono dichiarati a favore tutti i gruppi di maggioranza e di opposizione del centrodestra, ad eccezione di Sinistra Italiana, che ha votato contro. Il Movimento Cinque Stelle ha preferito astenersi.

La legge consente l'installazione delle videocamere nelle strutture, a condizione che tutti gli utenti e i lavoratori ne siano informati e che le riprese siano cifrate con codici a disposizione solo di organismi certificati e della magistratura, unica titolata a consentire la visione delle immagini. La legge era nata sulla scia degli episodi di cronaca giudiziaria sempre maggiori venuti alla luce negli ultimi anni a proposito di maltrattamenti a bambini, anziani, disabili in centri specializzati per l'assistenza alla prima infanzia e in luoghi di degenza per la terza età e per i malati.

La legge prevede l'obbligo di installazione di un sistema di videosorveglianza a circuito chiuso all'interno degli asili nido e delle scuole dell'infanzia, sia pubblici che privati. A questo fine è stabilito un termine di sei mesi a decorrere dalla data di entrata in vigore delle legge per consentire alle strutture di adeguarsi. L'articolo 3 della proposta di legge individua le modalità per la realizzazione del sistema di videosorveglianza, distribuendo le competenze in relazione al carattere pubblico o privato delle strutture (commi 1 e 2). Per quanto concerne le strutture pubbliche, spetta alle amministrazioni comunali (per gli asili nido e le scuole dell'infanzia) e alle Asl (per le strutture socio-assistenziali) garantire che le strutture possiedano i requisiti urbanistici, edilizi, di prevenzione antincendio, di igiene e di sicurezza organizzativo-funzionali e di gestione del personale previsti dalla normativa vigente; provvedere all'installazione di telecamere a circuito chiuso nelle strutture di loro competenza. Non vengono peraltro previste disposizioni volte alla quantificazione dei relativi oneri ed alla relativa copertura finanziaria.

Per quanto riguarda le strutture private, invece, la proposta prevede che provvedano all'installazione in via autonoma, dandone comunicazione alle amministrazioni comunali (in caso di asili nido e scuole dell'infanzia) e alle Asl (in caso di strutture socio-assistenziali). Ai sensi del comma 3, i criteri tecnico-organizzativi per l'attuazione del sistema di videosorveglianza sono definiti dai comuni e dalle Asl in modo tale da assicurare che la visione, la gestione e la custodia delle registrazioni realizzate nelle strutture siano affidate in via esclsuiva al personale dei comuni (in caso di asili nido e scuole dell'infanzia) e delle Asl (in caso di strutture socio-assistenziali).

L'articolo 3 della proposta di legge prevede che l'installazione di sistemi di videosorveglianza con telecamere a circuito chiuso presso le scuole deve garantire il diritto dello studente alla riservatezza e tener conto della delicatezza del trattamento di dati relativi a minori.
 

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