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Martedì, 30 Novembre 2021
Il caso

Terra dei fuochi, la Chiesa controllerà i terreni di sua proprietà

Duro monito dell'arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe: "Chi sotterra rifiuti tossici non è un cristiano. Faremo uno screening"

NAPOLI - «Chi sotterra rifiuti tossici, chi avvelena il cibo, chi inquina la nostra acqua non è un buon cristiano, anzi non è un cristiano». Così l'arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, intervistato su Radiouno Rai, all'interno del programma 'Prima di tutto'.

«La mia è la voce di un pastore che moralmente sente il bisogno di chiedere l'intervento delle istituzioni, e l'ho fatto in modo duro e preciso con chi rappresenta il governo regionale e nazionale», ha affermato Sepe, annunciando una mappatura dei terreni di proprietà della Chiesa in Campania.

«In alcuni casi sono stati sequestrati nostri appezzamenti, dove le forze dell'ordine hanno rinvenuto rifiuti tossici», ha detto Sepe, specificando che si tratta di beni dati in affitto a terzi. «La Curia farà uno screening perché episodi del genere non si ripetano, dobbiamo esigere chiarezza», ha aggiunto Sepe.

«Ci sentiamo in dovere di alimentare la fiducia nella giustizia», ha detto l'arcivescovo in riferimento a quei genitori che hanno visto morire i propri figli nella Terra dei Fuochi: «La morte di un giusto non è qualcosa di vano, ma può essere l'inizio di un percorso di cambiamento».

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