Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca Napoli

La 'Terra dei fuochi' vista con gli occhi dei bambini

In uscita per la casa editrice Round Robin, "C’era una volta il Re Fiamma" raccoglie temi e disegni realizzati dagli alunni delle scuole elementari. Lo ha scritto la giornalista campana Angela Marino

ROMA - Quale sguardo, meglio di quello di un bambino, può raccontare la realtà senza infingimenti e ipocrisie, lontano dalle reticenze degli adulti e dalla canea dei media? Se poi la realtà in questione è quella ‘maledetta’ della Terra dei fuochi, quello sguardo può assumere la forza di una denuncia e il valore di una testimonianza. In uscita per la casa editrice Round Robin, "C’era una volta il Re Fiamma" descrive il dramma dei rifiuti tossici in Campania, adottando per la prima volta il punto di vista dei bambini che abitano nel "Triangolo della morte". 

Lo ha scritto Angela Marino, giornalista campana che ha iniziato ad occuparsi della Terra dei fuochi per motivi biografici, e ha raccontato a Today.it com’è nata l’idea di questo libro che raccoglie temi e disegni realizzati dagli alunni delle scuole elementari. "Mi sono resa conto che la Terra dei fuochi non era mai stata raccontata dal punto di vista dell’impatto sulle nuove generazioni. Girando le scuole sono rimasta stupita da quanto il dramma avesse attecchito anche tra i bambini. Di loro si parlava nelle statistiche sulle morti e sulle malattie ma nulla di più. Nessuno si era mai preoccupato di capire come avessero davvero reagito".   

UN ESTRATTO DEL LIBRO, LA TESTIMONIANZA DI NICCOLO' 

Quello che ne emerge è un quadro in cui tra le tinte fosche fanno capolino l’ottimismo e l’ingenuità proprie di quell’età. "Spesso l’angoscia va di pari passo con la voglia di superare tutto - spiega la giornalista - E’ come se avessero la certezza di farcela, ma ogni tanto si affaccia anche una consapevolezza drammatica".

Non sempre, però, raccogliere le testimonianze è stato facile. "In alcuni casi opera ancora un meccanismo di rimozione e di censura. Mi è capitato anche di vedermi sbattere la porta in faccia, ma in generale sono rimasta colpita dalla consapevolezza che i bambini hanno di questo tema. Molti di loro sono stati già intervistati dalle tv e dai giornali, ed è importante che ci sia questo tipo di attenzione. I bambini si rendono conto che intorno a loro sta succedendo qualcosa di importante, hanno assorbito le storie di cui sono vittime amici e conoscenti, e in alcuni casi le hanno vissute in prima persona". 

Il libro, racconta l'autrice, vuole essere anche una testimonianza da consegnare ai posteri. "Mi piace pensare che tra tanti anni, quando ci saranno le risposte che oggi cerchiamo, i bambini di oggi sapranno come hanno affrontato questa tragedia, ma dalle loro parole, senza nessun filtro". 

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