Lunedì, 27 Settembre 2021
LAVORO

Bambini a lavoro e abusi sessuali nei campi: Italia "Terra Nera"

La drammatica condizione di chi è vittima della crisi e del caporalato in Sicilia: 'Terra Nera' racconta, insieme a lavoratori e sindacalisti, che significa essere sfruttato come bracciante. Ne emerge una fotografia del nostro Paese inaspettata e inquietante

Lavoro minorile e abusi sessuali sono spesso legati a immaginari lontani, a continenti e paesi diversi dal nostro. Forse è questa la forza di "Terra Nera", il documentario inchiesta di Riccardo Napoli e Massimo Malerba, prodotto da Flai-Cgil: far vedere come queste problematiche esistono anche sul nostro territorio, quello italiano. Il film verrà presentato in anteprima il 12 marzo a Catania, presso il teatro Sangiorgi. 

LA DENUNCIA - Il documentario è pensato e prodotto da sindacalisti, che ne sono anche protagonisti. Il tema che affrontano non è marginale: il caporalato nelle campagne della Sicilia orientale. Terra Nera svela il lato oscuro dello sfruttamento del lavoro agricolo, che fa sembrare l'Italia uno di quei tanti paesi del "terzo mondo". Se nel nostro immaginario in campagna a essere sfruttati sono i migranti, le immagini del film raccontano che tra chi cerca disperatamente un lavoro come bracciante ci sono anche italiani e minori. Persino nel trailer si vedono le immagini di un bambino nei campi a cui viene chiesto: "Ma non vai a scuola?"

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"E' stata un'esperienza umana e diretta -  ci spiega Riccardo Napoli, uno dei registi di Terra Nera - Tutto accade nelle piazze dei paesi tra le 4 e le 6 del mattino. Poi scompare e dalle 7 quei luoghi tornano a popolarsi degli abitanti: chi va fare la spesa, chi accompagna i figli a scuola. Insomma quella che abbiamo visto è una realtà sommersa e invisibile, dominata da regole al di fuori della normalità e della legalità. Abbiamo visto il nostro territorio da tutta un'altra prospettiva". In questo mondo non ci sono istituzioni  o organismi di tutela: vige la legge del più forte. 

SINDACALISTI, TESTIMONI DIRETTI - Tutto parte dalle piazze del reclutamento di manodopera dominate dai caporali. Poi ci sono le capanne di cartone in cui vivono i migranti, costretti a pagare un “pizzo” che va dai 5 ai 15 euro al giorno per poter lavorare. Infine i bambini caricati sui furgoni per essere condotti nei campi o le lavoratrici, di cui i padroni abusano sessualmente. A parlare di tutto questo sono le vittime, che prendono voce. 

Il progetto è nato all’interno del sindacato e soprattutto da un’idea del segretario provinciale della Flai- Cgil, Alfio Mannino, che non solo l’ha fortemente voluto ma addirittura interpretato, accompagnando, insieme all’altro sindacalista Pino Mandrà, i registi nelle campagne delle nuove schiavitù, le piazze di raccolta, aziende agricole della provincia: Paternò, Adrano, Acireale, Aci Catena.

"Bisogna fare capire a Renzi che il sindacato sta tra gli ultimi e su questi bisogna accendere i riflettori, anche se sono fuori dagli interessi e dalle pressioni dell'agenda politica nazionale. I braccianti subiscono un mercato del lavoro senza controlli e la violenza del caporalato, spesso in combutta con la criminalità organizzata. Per questo il sindacato non può stare fermo: vogliamo rappresentare gli invisibili del lavoro e dar loro voce. Ma vogliamo andare anche oltre la denuncia: spesso tra questi lavoratori abbiamo incontrato una grande sfiducia, noi ci occupiamo di loro per cambiare questo paradigma e mettere in campo azioni positive, volte al cambiamento" ci spiega Alfio Mannino. 

COME CAMBIARE? - Terra Nera non si ferma alla denuncia della condizione dei lavoratori agricoli. Va anche oltre, spiegando quali sarebbero le opzioni per rompere il paradigma che lega lavoro agricolo e criminalità organizzata: "Vogliamo una riforma del mercato del lavoro che punti a evitare queste situazioni. In questo momento è il sistema-lavoro che si presta: niente controllo pubblico, assunzioni incontrollate, disoccupazione e crisi sono tutte condizioni che facilitano l'attecchire della criminalità organizzata in questi mondi". 

UN PROBLEMA NAZIONALE - Quello che si vede nelle immagini di Terra Nera riguarda le campagne della Sicilia orientale. Ma il problema dello sfruttamento del lavoro agricolo e del caporalato riguarda tutta l'Italia, da nord a sud: "Non è una vicenda di Catania ma un dato diffuso in buona parte del paese. E non riguarda solo il Sud: riguarda tutti i lavoratori agricoli in tutti campi e regioni. Noi del sindacato di fronte a questo non possiamo rimanere immobili" conclude Mannino.

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