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Domenica, 2 Aprile 2023
Cronaca Rieti

Terremoto Centro Italia, 2 anni dopo: macerie ancora in strada e scuole non ricostruite

E' ancora drammatica la situazione nelle zone colpite dal sisma del 24 agosto 2016. Il punto sulla ricostruzione delle scuole, la gestione e il recupero delle macerie, la consegna delle Sae e la messa in sicurezza del patrimonio culturale

A due anni esatti dal terremoto che il 24 agosto del 2016 devastò Amatrice e il Centro Italia, la ricostruzione procede ancora troppo a rilento. In particolare quella delle scuole e la rimozione delle macerie. E' quanto emerge dai numeri raccolti da Legambiente nel report 'Lo stato di avanzamento dei lavori nelle aree post sisma' dove l'associazione ambientalista fa il punto sulla ricostruzione delle scuole, la gestione e il recupero delle macerie, la consegna delle Sae (soluzioni abitative d'emergenza) e la messa in sicurezza del patrimonio culturale.

Cantieri (ancora) in fase di progettazione o di attuazione 

"Nonostante in questi anni con le tre ordinanze (14 e 33 del 2017 e la 56 del 2018) siano stati previsti interventi di riqualificazione o nuove edificazioni per ben 235 edifici scolastici, sembrano tuttavia ancora lontani i tempi di realizzazione visto che la maggior parte dei cantieri sono ancora in fase di progettazione o di attuazione - avverte l'associazione -. In particolare, delle 21 scuole individuate con la prima ordinanza (n.14) e da realizzare entro l'anno scolastico 2017-2018, ne sono state ricostruite solo tre: la scuola per l'infanzia di Via Don Petruio a Fabriano, la scuola Romolo Capranica ad Amatrice e la scuola di Crognaleto; avviati i lavori di edificazione delle scuole di Giano e Foligno in Umbria, dei Poli scolastici di Macerata e San Ginesio nelle Marche e della scuola di Accumuli nel Lazio".

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Macerie non raccolte: qual è il motivo dei ritardi?

Sul fronte del recupero delle macerie pubbliche, continua Legambiente, "sono 1.077.037 (40%) le macerie pubbliche che, al 31 luglio 2018, risultano essere state rimosse nelle quattro regioni (Abruzzo 12% macerie raccolte, Marche 43%, Lazio 39% e Umbria 72%) su un totale stimato di 2.667.000 tonnellate. Il principale motivo dei ritardi è dato dal tempo occorso per far partire la macchina". Legambiente ricorda che "a maggio 2017, a dieci mesi dal primo sisma, era stato raccolto solo il 4% di macerie". "Ha pesato la mancanza di pianificazione preventiva, visto che ci sono voluti mesi per individuare e autorizzare siti temporanei idonei a conferire le macerie - ricostruisce l'associazione -. La mancanza di mappe del materiale pericoloso e di quello storico ha rallentato la rimozione. I tempi delle demolizioni e quelli della rimozione, affidati a soggetti diversi, molto spesso non sono coordinati. E poi c'è il problema della gestione delle macerie private, quelle che saranno prodotte dalle demolizioni che faranno i privati, di cui manca una stima e la partita innovativa da giocare legata al recupero degli inerti".

In viaggio tra le macerie di Amatrice

Le proposte al governo per la ricostruzione

Alla luce di tutto ciò, Legambiente lancia le sue proposte al governo per "una ricostruzione più celere e di qualità a partire da un maggiore e significativo sostegno ai Comuni, con personale adeguato numericamente e professionalmente; e avviando una discussione seria e aperta su come dotare il nostro Paese di una legge quadro per affrontare le emergenze, che faccia tesoro dell'esperienza, per evitare che per ogni disastro si ricominci ogni volta daccapo, secondo il governo di turno". In particolare l'associazione chiede all'esecutivo di "istituire una struttura nazionale di coordinamento che collabori e aiuti gli Enti Locali". "È ormai sempre più evidente che la ricostruzione nel Centro Italia continui a incontrare problemi, procedendo a rilento e a fatica rispetto a interventi fondamentali che riguardano edifici pubblici e privati", dichiara Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente.

Il lavoro delle Brigate della Solidarietà Attiva ad Amatrice

L'appello al ministro Costa e la messa in sicurezza dei beni culturali

"Una sfida fondamentale - aggiunge Zanchini - riguarda sicuramente la gestione delle macerie, e il nostro auspicio è che il ministro dell'Ambiente Costa, che ha appena ricevuto la delega sull'economia circolare, possa svolgere in questo campo un forte ruolo di indirizzo e coordinamento nei confronti delle Regioni". Tornando ai dati raccolti nel report, Legambiente informa che per quanto riguarda invece le Sae (soluzioni abitative per l'emergenza), "al 22 agosto 2018, stando agli ultimi dati riportati sul sito della Protezione Civile, sono ancora 231 quelle che devono essere consegnate ai sindaci di 10 Comuni". Infine, nel report Legambiente fa il punto sulla messa in sicurezza dei beni culturali. "La stessa relazione presentata a metà luglio dal segretario dell'Unità di crisi regionale Mibact delle Marche - dice l'associazione - evidenzia una vera e propria emergenza sullo stato del patrimonio culturale recuperato nelle Marche, la Regione più colpita". Per questo Legambiente rivolge un appello anche al ministro Bonisoli affinché "vi sia da parte sua un vivo interessamento dato che il patrimonio culturale marchigiano aspetta ancora di essere messo in sicurezza".

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