Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca Macerata

Terremotati, come in guerra: "Serve una legge speciale, non abbandonateci"

Nel giorno in cui Papa Francesco visita le Marche e gli sfollati del terremoto del 2016 torna forte la rabbia di chi non si rassegna: "Da tre anni viviamo tra le macerie per colpa di una gabbia burocratica". L'intervista al portavoce dei terremotati

"Grazie a Papa Francesco perché ha acceso i riflettori e porta la speranza a chi non si arrende ma vive tra mille difficoltà". È commosso il saluto che i terremotati rivolgono a Pontefice che a quasi tre anni dal terremoto che ha sconvolto il centro Italia nel 2016 ha visitato oggi la zona rossa di Camerino. 

Roberto Micheli, portavoce del coordinamento terremoto centro Italia racconta a Today.it le sensazioni di una vista di certo storica, ma importante nel riallacciare i nodi di un'umanità dispersa tra i cento borghi che costituisco il cratere di un sisma contraddistinto da un'emergenza mai finita. "Viviamo ancora tra le macerie" spiega Micheli raggiunto telefonicamente a Pieve Torina, uno dei 140 Comuni devastato dal terremoto. 

"Lo abbiamo ribadito al presidente del Consiglio Giuseppe Conte quando è venuto a trovarci. Tutto ciò che si sta facendo per le norme sugli appalti in nome della sicurezza e delle procedure antimafia -per quanto giusto- perde di vista l'uomo. Non possiamo più aspettare". Occorre fare in fretta per evitare il colpo di coda del terremoto, lo spopolamento.

Una città come Camerino, polo universitario già dal Medioevo, non ha più neppure una chiesa, e i seimila residenti vivono in una città dilaniata. Lo ha denunciato anche l'arcivescovo della città marchigiana Francesco Massara spiegando come dopo un tempestivo intervento di mesa in sicurezza "la ricostruzione si è lasciata ingabbiare dai lacci della burocrazia, generando sconforto e delusione specie tra le nuove generazioni che si vedono inesorabilmente derubate dal loro futuro".

"La lentezza della ricostruzione è vissuta con rassegnazione -spiega ancora Roberto Micheli- restano ancora macerie mentre ancora tante abitazioni attendono di essere demolite".

papa francesco a camerino 16 giugno 2019 10-2

Il problema è l'amianto, il killer lento e invisibile disseminato tra la polvere del centro Italia. E il caos normativo che ha impastato i bizzantinismi burocratici. "Tutto si è fermato perché le ditte incaricate di portar via le macerie non sanno quale normativa seguire perché i valori di amianto sono compatibili con una norma, ma incompatibili con altre. Un caos normativo che ha portato la magistratura a bloccare tutto". 

"Per questo serve una legge speciale che superi le norme ordinarie."

Chi resta attende: in tanti sono già andati via in cerca di futuro perché il timore è quello di essere abbandonati.

"Non siamo né in una zona economicamente ricca, né siamo politicamente spendibili" spiegano con rabbia i terremotati: l'intero cratere tocca sì centinaia di comuni, ma per la maggior parte si tratta di case sparse su un territorio che conta appena 350mila residenti. "Troppo pochi per farci sentire da Roma". 

Lo ha raccontato anche Papa Francesco nella sua omelia davanti agli abitanti vittime del terremoto di tre anni fa: il rischio è che, dopo il primo coinvolgimento emotivo e mediatico, l'attenzione cali e le promesse vadano a finire nel dimenticatoio, aumentando la frustrazione di chi vede il territorio spopolarsi sempre di più.

papa francesco a camerino 16 giugno 2019 3-2

L'impegno è quello di tenere i riflettori accesi, ancora oggi su quei cartelli che chiedono dignità. "Perché ricostruire è importante -conclude Micheli a Today interpretando la voce dei terremotati- ma in queste terre serve lavoro, perché tra dieci anni le case nuove resteranno vuote se non si riportano le condizioni perché le persone possano vivere qui".

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