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Mercoledì, 1 Febbraio 2023
Cronaca Italia

Stanchi delle promesse, i terremotati in strada: "Se costretti pronti allo sciopero della fame"

Il coordinamento dei terremotati chiude i tavoli interistituzionali e si appella ai sindaci: "Scendete in piazza con noi"

"Siamo profondamente delusi, sono state disattese le nostre istanze denunciate in piazza e presentate ai tavoli interistituzionali". Il coordinamento dei terremotati e denuncia dati inequivocabili. Ad un anno dall'inizio della sequenza sismica del terremoto del Centro Italia nell'intero cratere sono state rimosse solo il 10% delle macerie, consegnate il 10% delle "casette" Sae, mentre l'economia è praticamente all'anno zero.

"Solo il 3% delle attività commerciali e artigiane sono ripartite e la 'No tax area' promessa dal Governo è divenuta un semplice credito di imposta" protestano i coordinatori del comitato Francesca Mileto e Francesco Pastorella.

"Non ci sono più margini di dialogo, abbandoniamo i tavoli di confronto con le istituzioni e lanciamo un appello ai sindaci a scendere in strada con noi".

"Ora i tavoli interistituzionali sono chiusi. Puntiamo il dito al Governo ed invitiamo tutti i Sindaci a denunciare gli ingiustificabili ritardi e a scendere in piazza sin dalla prossima manifestazione al fianco dei loro cittadini. Il Popolo è stanco da oggi le trattative si faranno per strada". 

A fare detonare la protesta la circolare del Ministero dello Sviluppo Economico del 4 agosto scorso che chiarisce le "Modalità e termini di presentazione delle istanze di accesso alle agevolazioni in favore delle imprese del cratere. 

Dal coordinamento si dicono pronti a grandi manifestazioni di piazza e anche simboliche come lo sciopero della fame.

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