Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca Napoli

Perché un terremoto di magnitudo 4.0 ha causato crolli e vittime ad Ischia

"Assurdo morire per un terremoto del genere". L'analisi dell'evento sismico di lunedì sera in provincia di Napoli e cosa c'è da aspettarsi: ne abbiamo parlato col professor Franco Ortolani, geologo e docente dell'Università Federico II

Il salvataggio del piccolo Mattias | Ansa

Due morti (ma il bilancio è ancora provvisorio), decine di edifici crollati, migliaia di sfollati, vigili del fuoco e soccorritori che scavano sotto le macerie per recuperare i dispersi, il panico tra i turisti che hanno lasciato l'isola nella notte. E' lo scenario apocalittico dopo la scossa di terremoto di magnitudo 4 che alle 20,57 di lunedì 21 agosto ha colpito l'isola di Ischia. Perché un sisma del genere, con una magnitudo non molto elevata, ha causato crolli e vittime? Lo abbiamo chiesto al professor Franco Ortolani, geologo di fama internazionale e docente dell'Università Federico II di Napoli.

Professor Ortolani, cos'è successo ad Ischia? Che tipo di terremoto è stato?

Si è trattato di un terremoto tettonico, uno di quelli più frequenti che hanno origine dai movimenti delle faglie. Un sisma locale, come quello del 1883 che provocò più di duemila vittime, e che non ha nulla a che fare né con il vulcanismo della zona né con l'attività dei Campi Flegrei. L'entità dei danni è seria e ciò denota due cose: le case non sono antisismiche e il terreno di fondazione non è compatto, fattore che ha amplificato le oscillazioni orizzontali generate dal terremoto.

Perché l'Ingv ha corretto la magnitudo da 3.6 a 4.0 cambiando la classificazione tre ore dopo il terremoto?

Lo ha spiegato Carlo Doglioni, presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia: in caso di terremoto, la prima valutazione viene fatta quasi in automatico sulla base di informazioni redatte dal sistema informatico. Un esperto capiva subito, però, che la magnitudo era bassa e sottovalutata alla luce dei crolli e della devastazione causati dal sisma. Ecco perché mi permetto di fare non una critica ma un suggerimento: vista l'area interessata particolarmente "delicata", la prima stima della magnitudo andava data con più attenzione e precisione.

L'ipocentro - il punto nella crosta terrestre in cui avviene materialmente la frattura - è stato localizzato in mare ad alcuni chilometri dalla costa e ad una profondità di cinque chilometri. Lei sostiene che "il danno è anomalo rispetto all'ubicazione ipocentrale". Ci può spiegare meglio?

Secondo i calcoli dell'Ingv, l'ipocentro si troverebbe a 2,5 chilometri di distanza da Casamicciola, nella zona nord dell'isola. Proprio a Casamicciola nel 1883 si registrò un forte terremoto del X grado della Scala Mercalli, calcolata successivamente del 5,8 della Richter. Allora mi chiedo come sia possibile che un terremoto molto meno potente rispetto a quello del 1883 possa provocare danni ad Ischia. O tutte le case sono costruite malissimo, o l'ubicazione dell'ipocentro va rivista.

Sappiamo che i terremoti non si possono prevedere. Cosa risponde a chi ha paura di nuove scosse?

Il problema esiste. Ci saranno sicuramente altre scosse di assestamento, non si può dire se di magnitudo più alta o più bassa rispetto a quella di lunedì sera.

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