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Mercoledì, 1 Febbraio 2023
Cronaca Perugia

Terremoto, isolamento e ritardi per le strade distrutte: è lotta contro il tempo

La ripresa della Valnerina, in Umbria, passa anche dalla riapertura delle strade distrutte dopo le forti scosse di terremoto

Il collegamento verso il mare è fondamentale. La resurrezione della Valnerina dal terremoto passa anche per la riapertura delle strade verso le Marche. Il sisma le ha seppellite sotto valanghe di pietre e terra, ha deviato il corso dei fiumi e ha spezzato l’arteria verso l’Adriatico.

A quasi un anno dalla prima, tremenda scossa di terremoto, Anas lavora per riaprire la strada provinciale 209 Valnerina e la galleria di Forca Canapine. La strada che porta a Castelluccio di Norcia, “bombardata” come da definizione del sindaco di Norcia, è percorribile. Cinque semafori, senso unico alternato. Per capire il perché basta percorrerla: la furia del sisma ha fatto scempio, sventrandola in più punti. Dopo mesi di lavori e la messa in sicurezza, si può raggiungere il Pian Grande e il borgo. Per la provinciale Valnerina, quella che porta a Visso e alle Marche, invece, Anas ha aggiudicato quattro bandi di gara. Dieci milioni di euro  per riaprire “il più presto possibile”.

Con il terremoto del 30 ottobre, spiega Anas, “il tratto è stato compromesso da una grave situazione idrogeologica generata dal sisma, che ha interessato tutto il versante”. Qualcosa di molto simile alla collera di qualche divinità si è abbattuta sulla strada. Una frana “di circa 60 mila metri cubi ha travolto tutto – spiega Anas -  e ha deviato il corso del fiume Nera, causando la formazione di un bacino lacustre che ha sommerso il piano viabile. Il tratto è stato inoltre interessato da una diffusa caduta di massi provenienti dal costone roccioso e da una condizione di instabilità geologica con rischio di ulteriori frane e cadute massi”.

Norcia in ginocchio dopo il terremoto (Ansa)

Di fronte a una cosa come questa, l’immediatezza è un miraggio: “Tale situazione ha richiesto, nei mesi scorsi, l’esecuzione di numerosi rilievi tecnici e geologici nonché di un’approfondita fase di progettazione. Anas (di concerto con Comuni di Visso, Ussita, Castelsantangelo, la Provincia di Macerata e la Regione Marche) ha progettato una soluzione temporanea in grado di ripristinare nel più breve tempo possibile la circolazione in modalità provvisoria, rimuovendo la frana e realizzando una viabilità di circa 600 metri utilizzabile sotto monitoraggio ed in fasce orarie limitate. I lavori prevedono inoltre 3 interventi di disgaggio dei massi pericolanti e di protezione dei versanti”.

Un’impresa. Per quanto riguarda la galleria di Forca Canapine, qui i tempi si allungano. Il terremoto ha fatto danni inimmaginabili, lesionando quasi tutto. Nel mese di maggio sono state diffuse le prime immagini. Ora la strada è chiusa e gli operai al lavoro. Riaprire non è solo necessario, è fondamentale. In una sola parola: ossigeno.

Castelluccio di Norcia dopo il sisma

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