Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca Perugia

Terremoto, isolamento e ritardi per le strade distrutte: è lotta contro il tempo

La ripresa della Valnerina, in Umbria, passa anche dalla riapertura delle strade distrutte dopo le forti scosse di terremoto

Le strade dissestate di Castelluccio di Norcia dopo il terremoto | Ansa

Il collegamento verso il mare è fondamentale. La resurrezione della Valnerina dal terremoto passa anche per la riapertura delle strade verso le Marche. Il sisma le ha seppellite sotto valanghe di pietre e terra, ha deviato il corso dei fiumi e ha spezzato l’arteria verso l’Adriatico.

A quasi un anno dalla prima, tremenda scossa di terremoto, Anas lavora per riaprire la strada provinciale 209 Valnerina e la galleria di Forca Canapine. La strada che porta a Castelluccio di Norcia, “bombardata” come da definizione del sindaco di Norcia, è percorribile. Cinque semafori, senso unico alternato. Per capire il perché basta percorrerla: la furia del sisma ha fatto scempio, sventrandola in più punti. Dopo mesi di lavori e la messa in sicurezza, si può raggiungere il Pian Grande e il borgo. Per la provinciale Valnerina, quella che porta a Visso e alle Marche, invece, Anas ha aggiudicato quattro bandi di gara. Dieci milioni di euro  per riaprire “il più presto possibile”.

Con il terremoto del 30 ottobre, spiega Anas, “il tratto è stato compromesso da una grave situazione idrogeologica generata dal sisma, che ha interessato tutto il versante”. Qualcosa di molto simile alla collera di qualche divinità si è abbattuta sulla strada. Una frana “di circa 60 mila metri cubi ha travolto tutto – spiega Anas -  e ha deviato il corso del fiume Nera, causando la formazione di un bacino lacustre che ha sommerso il piano viabile. Il tratto è stato inoltre interessato da una diffusa caduta di massi provenienti dal costone roccioso e da una condizione di instabilità geologica con rischio di ulteriori frane e cadute massi”.

Di fronte a una cosa come questa, l’immediatezza è un miraggio: “Tale situazione ha richiesto, nei mesi scorsi, l’esecuzione di numerosi rilievi tecnici e geologici nonché di un’approfondita fase di progettazione. Anas (di concerto con Comuni di Visso, Ussita, Castelsantangelo, la Provincia di Macerata e la Regione Marche) ha progettato una soluzione temporanea in grado di ripristinare nel più breve tempo possibile la circolazione in modalità provvisoria, rimuovendo la frana e realizzando una viabilità di circa 600 metri utilizzabile sotto monitoraggio ed in fasce orarie limitate. I lavori prevedono inoltre 3 interventi di disgaggio dei massi pericolanti e di protezione dei versanti”.

Un’impresa. Per quanto riguarda la galleria di Forca Canapine, qui i tempi si allungano. Il terremoto ha fatto danni inimmaginabili, lesionando quasi tutto. Nel mese di maggio sono state diffuse le prime immagini. Ora la strada è chiusa e gli operai al lavoro. Riaprire non è solo necessario, è fondamentale. In una sola parola: ossigeno.

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