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Sabato, 24 Febbraio 2024
Ambiente

Acqua e terre inquinate: è emergenza "popolare"

Dopo il nostro viaggio come stanno acqua e suoli nel nostro Paese? Lo chiediamo ai cittadini che in questi anni hanno denunciato i disastri ambientali di diversi territori

Dopo il viaggio tra Nord e Sud Italia alla ricerca dei luoghi inquinati del nostro Paese cerchiamo di tirare le somme e comprendere come sta l'ambiente in Italia. Le problematiche ambientali nonostante la complessità, spesso si sommano ai processi giudiziari in corso, ai rischi per la salute dei cittadini, a questioni molto più ampie che coinvolgono responsabilità anche istituzionali e amministrative.

Come fare il punto della situazione? In effetti è molto complesso ma ci sono i punti di riferimento: spesso nelle zone dove abbiamo "viaggiato" chi conosce e informa il territorio sono gli abitanti stessi, cittadini privati che decidono di organizzarsi per poter far pressioni su istituzioni, a volte rimaste immobili.

Per questo da poco è nata una realtà che riunisce associazioni, comitati e movimenti che hanno cominciato dalle zone inquinate a far conoscere storia e problematiche riscontrate a casa propria. Adesso tutti questi cittadini si conoscono, si scambiano informazioni: è nato così il Coordinamento Nazionale Siti Contaminati (CNSC), che mette in comunicazione tutti coloro che in questi anni hanno denunciato i disastri ambientali in diverse zone del nostro Paese. "Su questo tema c'è una cittadinanza attiva. Ma lavorando sul territorio e non entrando in un confronto diretto con gli altri a volte ci si sente isolati. Questo scambio e questa realtà ci permette di verificare anche le nostre modalità di lavoro e integrarle" ci spiega Alberto Valeriani che fa parte del Coordinamento.

Quello che viene chiesto al Governo e alle istituzioni è molto chiaro: chi inquina deve pagare. Un principio semplice ma che sembra essere messo in discussione: "Nel decreto Destinazione Italia c'è un articolo sulle bonifiche dei siti inquinati che prevede una nuova modalità per la firma di accordi per la reindustrializzazione. Somiglia tanto a una sanatoria per i responsabili della contaminazione. Ma in Italia vale ancora il principio 'Chi inquina paga' o no?" scrivono al CNSC. In questi giorni alla Camera è in discussione proprio questo provvedimento.

In particolare il dito è puntato contro l'articolo 4 del decreto. "Il provvedimento esenta dalle responsabilità sul sito le aziende che dovrebbero pagare i processi di bonifica del territorio. Chi inquina paga è l'unica leva per recepire fondi in questo momento di crisi e questo simil condono è pericoloso - ci spiega Giorgio Zampetti di Legambiente, uno dei curatori del report 'Bonifiche dei siti inquinanti: chimera o realtà?' - Il nostro rapporto fa il quadro sulla situazione dei grandi siti industriali. 150 mila sono gli ettari dei soli Siti d'interesse nazionale. Poi ci sono i siti d'interesse regionale e tanti altri luoghi inquinati. Lungo è anche l'elenco lungo delle sostanze inquinanti presenti nei territori del nostro Paese" continua Zampetti.

Alcuni dei suoli di queste zone hanno una contaminazione complessa e difficile da affrontare: "I suoli contaminati non possono essere utilizzati per altri scopi, c'è bisogno prima di bonifiche. A volte l'inquinamento va al di fuori delle aree industriali, contaminando suoli di pregio come al ridosso di siti archeologici oppure terreni che vengono utilizzati per l'agricoltura o l'allevamento - continua Zampetti - il territorio così perde valore"

In realtà nel 2001 era stato approvato un testo per dare vita a un programma di bonifiche nazionale, che coinvolgesse tutti i territori inquinati: "A 15 anni in molti di questi non si è fatto nulla: solo tre siti hanno il territorio coperto da programmi di bonifica e non è detto che siano in atto" conclude Zampetti.

Il problema spesso non riguarda solo i suoli ma anche le acque: "In tutti i siti italiani inquinati è l'acqua a essere inquinata. In più è anche vettore per spostare l'inquinamento. Spesso le sostanze si disciolgono in acqua o vengono trasportate - ci spiega Augusto De Sanctis del Forum Nazionale dei Movimenti per l'Acqua - Non abbiamo la percezione di quello che movimenti e tecnici evidenziano da anni sulle acque nel nostro Paese. Laghi e fiumi sono lontani dallo standard richiesto dall'Unione Europea nel 2008 e anche da quello per il 2015. Nonostante ci sia una rete di monitoraggio, i risultati sono ignorati dagli amministratori. E dire che l'acqua è una risorsa, ha un valore per la popolazione e per il Paese".

In effetti molto spesso le questioni ambientali sono state sollevate proprio da associazioni e movimenti territoriali costituiti dagli stessi abitanti delle zone. Anche se per legge non dovrebbe essere così: "Con il decreto 195 del 2005 gli enti pubblici sono obbligati dalla legge a mettere on-line tutte le informazioni sullo stato di salute ambiente. In questo le amministrazioni sono ancora inadempienti, in primis il ministero dell'Ambiente, sul cui sito internet non è reperibile nessuna informazione. Così in questo momento sono comitati e realtà cittadine che informano la popolazione. Si continua a mettere la polvere sotto il tappeto" continua De Sanctis.

Insomma la salute ambientale del nostro Paese non è buona: "In realtà basterebbe la volontà politica e reindirizzare i fondi pubblici per la questione ambientale e per le bonifiche. Un esempio? Basterebbe comprare dieci F-35 in meno e già sarebbe disponibile tutto il denaro necessario per i programmi di bonifica in tutt'Italia" conclude De Sanctis.

Ripercorri le tappe del viaggio:

Puntata Zero - Il report di Legambiente 'Bonifiche dei siti inquinanti: chimera o realtà?'

Prima puntata - Porto Marghera: la laguna più bella al mondo non è mai stata bonificata

Seconda puntata - Pioltello e l'ex Sisas: una danza di appalti sulla pelle dei cittadini

Terza puntata - Brescia: sostanze tossiche nel latte, anche in quello materno

Quarta puntata - Cogoleto e la Riviera ligure, una spiaggia "fatta" di cromo

Quinta puntata - Pescara: a Bussi sul Tirino l'aspettativa di vita è 59 anni

Sesta puntata - Tra Roma e Frosinone c'è amianto: la 'discarica a cielo aperto' del fiume Sacco

Settima puntata - Terra dei Fuochi: luogo 'caldo' dell'emergenza ambientale

Ottava puntata - Manfredonia, i turisti e gli scarichi tossici in mare

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