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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Perugia

Terrorismo, sgominata cellula anarco-insurrezionalista: "Pronti ad attentati"

Arrestato Alfredo Cospito già condannato per il ferimento di un manager dell'Ansaldo

Il sangue dello Stato. Una frase forte che riporta al passato, agli anni del terrorismo, e che va associata a "vogliamo vedere il sangue dello Stato" come intercettato dagli inquirenti su mandato della Procura di Perugia che indagava sui progetti criminali di una cellula all’area anarco-insurrezionalista. Una frase che annunciava, secondo la magistratura, la volontà di passare dalla progettazione teorica ad eventi terroristici veri e propri contro bersagli che rappresentano lo Stato Italiano.

Anarchici di lungo corso, con periodi di carcere sulle spalle, e fatti criminali accertati. Come dimostra l'indagato numero uno di questa storia di lotta contro la Repubblica: quell'Alfredo Cospito, elemento di spicco della Federazione anarchica informale, già condannato per il ferimento del manager di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi. Arrestato nuovamente. Domiciliari per uno spoletino già coinvolto in altre inchieste sull'eversione anarchica, che proprio in carcere avrebbe conosciuto Cospito. Obbligo di dimora per gli altri indagati. L'inchiesta, che ha visto la collaborazione tra le Procure di Milano e Perugia, è partita da una pubblicazione, dal titolo Vetriolo, il cui numero 0 è stato editato l'1 febbraio 2017, in una tipografia milanese. Mentre i provvedimenti e le perquisizioni sono stati eseguiti dai carabinieri del Ros, con la collaborazione dei provinciali di Cagliari, Cosenza, Cremona, Genova, Lecce, Massa, Perugia, Roma, Taranto e Viterbo

Espliciti i contenuti e i riferimenti degli scritti dove alle proteste si teorizzava la concretizzazione di atti violenti, hanno sottolineato il procuratore capo di Perugia, Raffaelle Cantone, e il coordinatore antiterrorismo della Procura di Milano, Alberto Nobili, alla conferenza stampa a cui hanno preso parte anche il comandante del Ros, generale Pasquale Angelosanto, e il sostituto procuratore titolare del fascicolo, Manuela Comodi.

Proprio la corrispondenza tra quanto teorizzato e alcuni episodi realmente accaduti hanno destato l'allarme degli inquirenti, come i danneggiamenti di auto di Poste Italiane a Foligno, anche se il giudice non ha riconosciuto l'attribuzione diretta delle responsabilità. "L'effetto indotto è chiaro" hanno ribadito i magistrati.

Secondo le indagini, l'attività del gruppo ruotava intorno al Circolaccio di Spoleto e nell'area di Spoleto e Foligno sarebbe stata particolarmente vivace. Anche durante il lockdown causa Covid, in violazione alle restrizioni, sarebbero state organizzate distribuzioni della rivista Vetriolo, uscita in 6 numeri. Soggetti riconducibili al gruppo controllato dal Ros hanno preso parte a manifestazioni no vax e no green pass, in particolare a Milano, con la volontà, ha precisato il generale Angelosanto, di infiltrarsi nella protesta. "L’intento - ha sottolineato il sostituto Comodi - era quello di istigare all'eversione indipendente dalle motivazioni".

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