Lunedì, 18 Ottobre 2021
Terrorismo

Terrorismo, arrestato in Italia il reclutatore dei kamikaze

Dopo lunghe indagini i Ros hanno scoperto il nascondiglio di Abdul Rahman Nauroz, uno dei due referenti italiani dell'organizzazione guidata dal mullah Krekar. Il suo compito: "Convincere potenziali jihadisti a morire per Allah"

ROMA - "E' buono morire per Allah. Quando verrò ammazzato i miei figli saranno fieri": così, in un'intercettazione ambientale, uno degli arrestati in Italia nel blitz antiterrorismo condotto dal Ros risponde al suo referente, Abdul Rahman Nauroz, anche lui arrestato, considerato dagli investigatori una delle figure più carismatiche della cellula guidata dal mullah Krekar.

GLI ARRESTI IN ITALIA - In Italia sono sette gli arrestati, membri della cellula terroristica, la cui guida spirituale e operativa è il mullah Krekar, detenuto in Norvegia. Tra gli arrestati a Merano spicca la figura di Abdul Rahman Nauroz, uno dei due referenti dell'organizzazione in Italia, incaricato di organizzare un comitato segreto destinato ad operare anche in Europa e che reclutava combattenti per il Kurdistan e il Medio Oriente. "L'uomo, grazie alla sua forte personalità" era in grado "di far abbracciare agli adepti la causa fino al martirio".

LE INTERCETTAZIONI - Le intercettazioni ambientali del Ros nell'abitazione di Nauroz, a settembre 2011, hanno svelato il suo coinvolgimento a livello internazionale nell'organizzazione jihadista, in contatto operativo con altre cellule, sempre di natura "confessionale", che seguivano le linee ispirate dal Mullah Krekar. Esemplificativa un'intercettazione ambientale tra Abdul Rahman Nauroz e Hasan Saman Jalal, anche lui arrestato in Italia. Quest'ultimo - come si spiega nell'ordinanza che dispone la misura cautelare - si mostra entusiasta di prepararsi dal punto di vista religioso, personale e dell'addestramento operativo e militare, al "martirio" jihadista e a partecipare ad azioni militari da mantenere segrete da compiersi in Kurdistan ed Iran 

E' buono morire per Allah. Qualsiasi cosa io faccia per Allah è come se non avessi fatto abbastanza; quando verrò ammazzato i miei figli saranno fieri; non avrò pace fino a che non ucciderò qualche ebreo; sarà bello quando Mullah Omar verrà a trovarci tra le montagne

L'ADDESTRAMENTO - Nei colloqui con Saman, Abdul Rahman Nauroz definisce il "martirio" per la causa religiosa come la cosa più gratificante, e annuncia a Saman che "verrà addestrato" e che quindi "sarà coinvolto e farà la vita del Mujahiddeen"; poi mostra all'interlocutore materiali video sulle attività di addestramento militare e su tipologie di azioni militari, con espliciti riferimenti al Mullah Krekar. Nauroz si mostra all'interlocutore quindi in un ruolo di dirigente - "vi manderò gruppo per gruppo"; "...lavorerò per supportarti finanziariamente"- ed esalta il sacrificio e il martirio in nome della causa e dei fratelli combattenti, da non tradire mai: "Un uomo deve tollerare la tortura".

LA CELLULA ITALIANA - Le intercettazioni ambientali nella casa di Merano di Nauroz, quindi "consentivano di comprendere il coinvolgimento dell'indagato in movimenti di stranieri irregolari da un Paese all'altro e davano conferma ulteriore dell'eminente ruolo di Abdul Rahman Nauroz non solo come punto di riferimento religioso ma come soggetto capace di svolgere, con ottimi risultati, grazie al carisma esercitato sulle persone con lui in contatto, attività di proselitismo anche per azioni militari violente e suicide". 

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