Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca

Terrorismo, i lupi solitari minacciano l'Italia: rischio sempre più concreto

Presentata la relazione annuale dell'intelligence sulla politica della sicurezza: "Viene confermato come i principali profili di criticità continuino a provenire dalla possibile attivazione dei lupi solitari ovvero di elementi autoradicalizzati"

"E' sempre più concreto il rischio che alcuni soggetti radicalizzati in casa decidano di non partire verso Siria ed Iraq determinandosi a compiere la jihad direttamente in territorio italiano". L'allarme è contenuto nella relazione annuale dell'intelligence inviata in Parlamento, nel quale i nostri 007 parlano di "pronunciata esposizione dell'Italia alle sifde rappresentate dal terrorismo jihadista". 

Sul difficile fronte della prevenzione del rischio di attentati sul nostro territorio "viene confermato come i principali profili di criticità continuino a provenire dalla possibile attivazione dei lupi solitari ovvero di elementi autoradicalizzati", dice il direttore generale del Dis, il prefetto Alessandro Pansa che ha presentato a Palazzo Chigi al premier Paolo Gentiloni la relazione sulla politica dell'informazione e la sicurezza 2016 sul tema del terrorismo.

Il prefetto Pansa ha fatto rilevare che sul versante del finanziamento l'attività informativa ha messo in luce "una sempre più accentuata tendenza alla diversificazione, sia nelle fonti approvvigionamento di risorse economiche, sia nei canali e negli strumenti di trasferimento dei fondi. Ma non solo. "Oltre a rappresentare un potenziale target di attacchi diretti", il nostro paese "potrebbe costituire un approdo o una via di fuga verso l'Europa per militanti del Califfato presenti in Libia o provenienti da altre aree di crisi, una base per attività occulte di propaganda, proselitismo e approvvigionamento logistico, nonché una retrovia o un riparo anche temporaneo per soggetti coinvolti in azioni terroristiche in altri Paesi, come verosimilmente accaduto nel caso dell'attentatore di Berlino, Anis Amri". A dirlo sono i nostri servizi di sicurezza, nell'analisi contenuta nel rapporto annuale e nella quale l'Intelligence sottolinea come "ha continuato a destare attenzione il fenomeno della radicalizzazione all'interno degli istituti carcerari italiani, testimoniato anche dall'esultanza manifestata da diversi detenuti dopo gli attentati di Bruxelles e Nizza, indice di un risentimento potenzialmente in grado di tradursi in propositi ostili alla fine del periodo di reclusione".

Da "non sottovalutare" neppure, si legge ancora nella relazione, "l'influenza negativa esercitata in alcuni centri di aggregazione da predicatori radicali o da altri personaggi dotati di una certa autorevolezza all'interno della comunità, soprattutto nei confronti di giovani privi di adeguata formazione religiosa che potrebbero essere indotti a una visione conflittuale nei confronti dell'Occidente, foriera di derive violente".

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