Martedì, 26 Gennaio 2021
Milano

Estremista islamico arrestato a Milano: "Abbiamo bloccato qualcosa di potente"

"Stava preparando il passaporto per partire e compiere attentati all'estero" spiega Cafiero De Raho, procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo. Chi è il giovane arrestato

Era ormai pronto, prontissimo a colpire. Dopo anni di indottrinamento on-line. L'egiziano Shalabi Issam Elsayed Elsayed Abouelamayem, arrestato nelle prime ore del giorno di oggi, per associazione con finalità di terrorismo internazionale e istigazione e apologia per delitti di terrorismo, "stava preparando il passaporto per partire e compiere attentati all'estero". Lo ha spiegato Federico Cafiero De Raho, procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo nel corso di un incontro con la stampa nella sede della Dnaa in via Giulia, a Roma.

Il profilo del giovane arrestato

Il giovane aveva lavorato come addetto alle pulizie in un McDonald's di Colonnella, in provincia di Teramo, e nel giro di pochi anni era passato dall'essere un semplice e onesto immigrato egiziano a punto di riferimento della comunità che guarda alla Jihad come "soluzione di tutti i problemi". E' questo il breve identikit che viene fatto dagli inquirenti.

Terrorismo, arrestato un ragazzo di 23 anni: "È dell'Isis, pronto a fare la guerra"

Il blitz, coordinato dalla Procura nazionale antiterrorismo ed antimafia e dalla procura dell'Aquila, è stato portato a compimento dagli umini del Nocs alle 3 di notte, in un'abitazione di via Meucci, nel capoluogo lombardo. "E' una figura di grandissimo spessore - ha detto Cafiero de Raho - perché parliamo di soggetto che dalle innumerevoli intercettazioni della polizia giudiziaria è emerso che Shalabi è un soggetto accreditato presso l'Isis, in contatto diretto e autorizzato a disporre di comunicazioni che arrivano dal centro del sedicente Stato islamico".

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Grazie a numerose chat su Telegram e ricorrendo anche a canali-specchio (mirror) capaci di veicolare comunicazioni anche quando i canali liberi venivano chiusi. "E' un soggetto pronto alla guerra e più volte ha sostenuto di essere elemento importante, non era solo un fruitore - ha spiegato ancora De Raho - Per la prima volta abbiamo individuato una persona che utilizzava tecniche informative molto particolari e addentro all'uso". Shalabi aveva richiesto il passaporto all'ambasciata egiziana e questo ha fatto pensare che fosse pronto ad andare in un altro Paese, e forse con intenti terroristici operativi.

Nelle scorse ore altre due persone sono state denunciate in stato di libertà: un egiziano 21enne domiciliato nel Teramano e per il quale è scattato il decreto di espulsione da parte del Viminale in quanto ritenuto pericoloso per la sicurezza dello Stato; e un altro egiziano, 23 anni, residente a Piacenza ma al momento irreperibile perché risulterebbe all'estero. "Ma sono in corso indagini per rintracciarlo", si aggiunge.

"Abbiamo bloccato qualcosa di nuovo, di potente"

"Abbiamo bloccato qualcosa di nuovo, di potente. Un uomo capace non solo di ricevere informazioni, ma anche di diffondere un messaggio di grande pericolosità. Shalabi era certamente un cosiddetto 'lupo solitario'. Ma ha ingressi nella struttura di propaganda che gli permettono di essere un vero e proprio punto di riferimento nella galassia dell'estremismo e della Jihad".  ha detto il procuratore capo delll'Aquila, Michele Renzo.

Shalabi Issam Elsayed Elsayed Abouelamayem, nato ad Eldakahlia (Egitto) il primo luglio '96, viveva in una casa di via Meucci a Milano, ma negli ultimi tempi aveva cambiato 4 volte indirizzo. "Anche questo - commenta un investigatore - è un indizio della sua pericolosità, perché si preparava a confondere le tracce, a far perdere ogni indicazione verso l'esterno". La Procura contesta i reati di associazione a delinquere con finalità di terrorismo internazionale ed istigazione e apologia per delitti di terrorismo. "Era un 'lupo solitario' è vero, ma anche un soldato irregolare dello Stato Islamico, intenzionato di andare a combattere per Daesh ed intraneo alla macchina della propaganda".

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