Domenica, 11 Aprile 2021
Medicina

Test di Medicina: le università incassano 3 milioni di euro

Sono quasi 60mila i candidati che hanno pagato la tassa d'iscrizione ai test d'ingresso e poco più di 9mila avranno il posto. Non solo: c'è chi ha già pagato un altro test, sapendo che le possibilità sono poche, aumentando gli incassi delle varie università

In Italia quest'anno sono quasi 60mila gli studenti che si sono presentati al test d'ingresso nelle varie facoltà di medicina, solo 9mila ce la faranno. Ma c'è da chiedersi, come fa skuola.net, se per caso quella dei test non sia un modo per i vari atenei di fare cassa. Skuola.net ha stimato che il guadagno totale dagli incassi delle tasse per il test si aggira intorno ai tre milioni di euro. Non solo: c'è chi ha già pagato un altro test, sapendo che le possibilità sono poche, aumentando gli incassi delle varie università.

QUANTO COSTA IL TEST - In teoria il costo della prova di selezione dovrebbe essere simile per tutte le università pubbliche. D'altronde ai candidati viene somministrato lo stesso test, ideato, prodotto, distribuito e corretto dal Cineca. Ma non è così: c'è una forbice di costi che arriva fino a 100 euro di differenza. Le università più costose sono la Federico II e la Seconda università di Napoli, l'università del Piemonte Orientale Vercelli- Avogadro, l'Università di Salerno. Con 90 euro di costo di iscrizione rientra tra le prime 5 l'università di Messina. Ben più economiche, dopo la Bicocca di Milano, le sarde Cagliari e Sassari (22 euro e 25 euro), e la veneta Padova (27 euro). Molto al di sotto la media, che si attesta intorno ai 50 euro a candidato per le università pubbliche, Tor Vergata di Roma e l'università de L'Aquila: chiedono "solo" 35 euro. Su questa base si può stimare che nelle casse delle università pubbliche entrino poco meno di 3 milioni di euro. Si tratta di una rendita di circa 300 euro per ogni posto messo a disposizione.

CHI SONO I CANDIDATI - Ma che volto hanno i candidati? Si tratta per lo più di aspiranti matricole al primo tentativo, ma ben 1 su 7 ci riprova almeno per la seconda volta. C'è anche chi si sta impegnando da tempo per tentare di spuntarla: solo il 10% circa ha iniziato a studiare poco prima del test, o da qualche settimana. Tutti gli altri sono sui libri da mesi. Addirittura, 1 su 4 sostiene di allenarsi da circa un anno.

LA PROTESTA - C'è anche chi pensa che questo test non sia un guadagno bensì una perdita per molti atenei. Sono le associazioni studentesche Unione degli Universitari (Udu) e la rete degli Studenti Medi, che in occasione del test hanno organizzato presidi nei principali poli universitari del paese: Roma, Napoli, Milano, Torino, Bologna, Bari, Salerno, L'Aquila, Campobasso, Pisa, Siena, Ferrara, Padova, Udine e Trieste.

"Dalla nostra indagine sui dati ministeriali e degli Atenei, emerge chiaramente - dice Gianluca Scuccimarra, coordinatore dell'Unione degli Universitari - che i corsi a numero chiuso, nazionale o locale, continuano a crescere. Ormai quasi la metà dei corsi di laurea di tutta Italia sono ad accesso programmato, ma nel frattempo le nostre università perdono migliaia di iscritti ogni anno. È un paradosso tutto italiano: perdiamo iscritti e immatricolati di continuo, e invece di cercare di recuperarli, allarghiamo il numero chiuso e impediamo il libero accesso ai corsi. E questo in barba agli obiettivi europei di aumentare il numero dei giovani laureati fino al 40%, quando siamo fermi al 20%".

"Scuola e Università non sono due percorsi scissi - dice Alberto Irone Portavoce della Rete degli Studenti Medi - Combattere il calo di iscritti all'università e la dispersione dopo il primo anno di studi parte necessariamente da una riforma del percorso di studi superiore".

C'è anche chi è preoccupato per il futuro: "Se questa situazione non dovesse mutare, nei prossimi anni vedremo uno squilibrio pesantissimo tra pensionamenti nel settore medico e l'ingresso di giovani specializzandi, andando a ledere direttamente un diritto fondamentale come quello alla salute" spiega Riccardo Laterza, portavoce nazionale della rete della Conoscenza.

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