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Venerdì, 20 Maggio 2022
Il blitz

Tamponi rapidi e falsi positivi: chiusi 21 centri, per i Carabinieri irregolari uno ogni dieci

Su 1.360 farmacie e centri di analisi controllati sono state riscontrate irregolarità presso 170 punti di prelievo. "Usati anche tamponi non regolari che potevano fornire un risultato inattendibile"

Usavano tamponi non regolari che potevano dare esiti falsi, oppure non registravano chi si sottoponeva ai test: sono tante le irregolarità scovate dai carabinieri dei Nas che hanno condotto una serie di controlli in tutta Italia principalmente per prevenire e contrastare il fenomeno dei cosiddetti "falsi positivi" e cioè soggetti già risultati positivi che si presentano presso un punto di prelievo con la tessera sanitaria di un altro soggetto "no vax" al fine di fargli ottenere, alla scadenza del periodo di quarantena e successivamente a un test negativo effettuato da quest’ultimo, il "green pass".

I Carabinieri NAS hanno concentrato i loro sforzi per verificare che presso i punti di prelievo venissero effettuate correttamente le operazioni di identificazione dei soggetti da sottoporre a test, previa richiesta ed esibizione del documento di identità unitamente alla tessera sanitaria. 

Nell'ultimo mese sono stati interessati complessivamente 1.360 farmacie e centri di analisi, rilevando irregolarità presso 170 di essi (pari al 12,5%) e contestando 282 violazioni, a causa di:

  • uso tamponi e kit reagenti non regolari, i quali, non rispettando gli standard richiesti, potevano fornire un risultato inattendibile;
  • mancata identificazione e registrazione delle persone sottoposte a test nonché irregolarità nella comunicazione delle risultanze nella piattaforma sanitaria informatica;
  • inadeguatezza delle figure professionali impiegate nell’esecuzione dei tamponi, in quattro casi effettuati da personale non qualificato e in altri casi privo del green pass obbligatorio;
  • effettuazione dei test in ambienti non idonei sotto il profilo igienico sanitario (androni di condominio, sottoscala, etc.), in locali promiscui o in totale assenza di autorizzazione regionale, aumentando il rischio di contagio.

Ad esito delle ispezioni è stata disposta la sospensione di 21 punti di prelievo di tamponi rapidi condotti in condizioni igienico-strutturali carenti e con modalità non compatibili con la prosecuzione dell’attività. Sono stati sequestrati complessivamente 677 kit per tamponi rapidi risultati non idonei e individuati 18 operatori che svolgevano l’attività sebbene privi del green pass. L’estensione delle verifiche ha inoltre consentito di accertare ulteriori violazioni connesse con la regolare tenuta di farmaci e dispositivi medici, eseguendo il sequestro di 650 confezioni di medicinali defustellati e 25.300 mascherine facciali irregolari.

Tra le irregolarità riscontrate i carabinieri segnalano:

  • denunciato il titolare di una farmacia di Roma ritenuto responsabile di aver utilizzato test diagnostici rapidi per il covid-19 privi della prescritta documentazione di conformità. Sequestrati 450 test diagnostici rapidi per covid-19 irregolari, per un valore di euro 7.000 circa.
  • la sospesione dell’attività di esecuzione dei tamponi antigenici per Covid-19 presso 5 farmacie della provincia di Reggio Calabria (una ubicata nel capoluogo, una in Rosarno, una in Villa San Giovanni, una nel comune di Gioia Tauro e una in quello di San Martino di Taurianova). In particolare, due dei punti prelievo erano stati ricavati utilizzando un androne condominiale e un appartamento dello stesso stabile della farmacia, senza peraltro individuare percorsi separati per gli operatori e gli utenti, in promiscuità anche con i residenti degli immobili. In una terza farmacia, invece, i tamponi venivano eseguiti negli stessi locali dedicati alla vendita di farmaci, con commistione tra soggetti destinatari dei test rapidi ed i restanti clienti.
  • la sospensione di 3 laboratori di analisi (due ubicati in Campobasso ed uno in provincia) e di 2 poliambulatori di Termoli (CB) dove, a seguito dei controlli è stata accertata l’esecuzione dei tamponi antigenici rapidi per il Covid-19 in assenza di autorizzazione regionale.
  • la sospensione delle attività diagnostiche di due farmacie della provincia di Oristano per aver effettuato test rapidi per il rilevamento del virus Sars-Cov2 senza rispettare i requisiti igienico-sanitari e di riservatezza da attuare all’interno dei punti di prelievo tamponi.
  • in una farmacia di Poviglio (RE) sono stati deferiti in stato di libertà due farmacisti e due studenti, per aver rispettivamente esercitato la propria attività sebbene sospesi dal relativo ordine poiché non vaccinati e per aver effettuato tamponi rapidi seppur sprovvisti dei previsti titoli abilitativi. È stata inoltre accertata la falsa attestazione, da parte di uno dei due studenti, della sottoposizione al vaccino anti Covid-19 al fine di ottenere un green pass valido, pur non avendone titolo;
  • in una farmacia a Sissa (PR), è stato riscontrato che il personale addetto all’esecuzione dei tamponi non utilizzava dispositivi di protezione individuale (camice monouso e protezione oculare) e non sostituiva i guanti in lattice monouso tra un cliente e l’altro omettendo, altresì, di sanificare il luogo di somministrazione dei test.
  • deferiti in stato di libertà due medici unitamente al presidente e al direttore sanitario di un’associazione ONLUS di Gavardo (Brescia). Accertamenti svolti nel corso di una verifica presso la citata associazione hanno consentito di appurare che il presidente eseguiva regolarmente tamponi rapidi nasofaringei, per l’individuazione del virus Covid-19, in assenza di titolo abilitante, utilizzando, per l’accesso e l’alimentazione dei sistemi telematici (nazionale e regionale) ai fini del rilascio del “green pass”, le credenziali fornitegli dai due medici. Il direttore sanitario dell’associazione aveva consapevolmente lasciato proseguire le illecite condotte così permettendo, alla ONLUS, di ricavare una cifra stimata in 30.000 euro. Disposta l’immediata sospensione delle descritte pratiche assistenziali.
  • in un laboratorio di analisi a Castelvetrano (TP) è emerso che i pazienti da sottoporre a tampone rapido igienico venivano accettati senza l’adozione di corrette procedure di identificazione e registrazione nella piattaforma informatica regionale. Segnalato all’Autorità Sanitaria competente il titolare della struttura.
  • a Vietri sul Mare (SA) è stato accertato che i tamponi rapidi antigenici venivano eseguiti arbitrariamente, e senza richiesta di consenso informato, da parte di un soggetto, già farmacista, attualmente radiato dall’ordine e con certificazione, c.d. “green pass”, scaduto di validità.

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