rotate-mobile
Lunedì, 24 Giugno 2024
L'inchiesta / Napoli

Mazzette per smaltire mille tonnellate di rifiuti speciali in discarica: arresti e sequestri

Il sistema messo a punto nel Napoletano. Coinvolti anche dipendenti dell'impianto di Tufino. Cosa hanno scoperto i carabinieri

Rifiuti industriali smaltiti illecitamente in un impianto nel Napoletano grazia a generose "mazzette". Un'inchiesta dei carabinieri del  nucleo operativo ecologico (Noe) ha portato a dodici arresti tra le province di Napoli, Avellino, Benevento e Salerno. Gli indagati rispondono, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, furto aggravato ai danni della Città metropolitana di Napoli e corruzione. Sono state sequestrate due aziende private produttrici di rifiuti industriali. Si stima che l'affare abbia causato un danno alla Sapna (società della città metropolitana di Napoli che gestisce il ciclo integrato dei rifiuti solidi urbani) di circa 500mila euro.

L'inchiesta è nata nel gennaio 2023 proprio da segnalazioni da parte della società ed è stata condotta anche con intercettazioni, videoriprese e pedinamenti.

Secondo quanto accertato dai carabinieri il raggiro era gestito da amministratori di alcune aziende di rifiuti speciali delle province di Napoli e Salerno, autisti di automezzi adibiti alla raccolta di rifiuti urbani e alcuni dipendenti infedeli dell'impianto di Tufino. Sarebbero riusciti a  smaltire illecitamente rifiuti speciali,  di provenienza industriale, nell'impianto pubblico, a spese dell'ente pubblico. 

Mazzette per smaltire tonnellate di rifiuti industriali

Secondo l'accusa, gli autisti delle due società vincitrici di appalti per la raccolta di rifiuti urbani in alcuni paesi vesuviani facevano da tramite tra i produttori di rifiuti speciali e gli operai addetti alla gestione dei rifiuti all'interno dell'impianto. I provati potevano così smaltire illecitamente i loro rifiuti: le mazzette pagate ai dipendenti infedeli erano comunque un risparmio rispetto ai costi legati al corretto smaltimento dei rifiuti. Dietro "bustarelle" riuscivano a saltare il rigido sistema di controllo previsto dalla società e gli autisti degli automezzi scaricavano i rifiuti illecitamente.Un'intera squadra forniva i propri turni di servizio ai complici esterni, che dunque pianificavano in totale tranquillità gli sversamenti, nella certezza della compiacenza di tutti i componenti di quel turno. Tutti gli addetti, secondo la ricostruzione degli inquirenti, erano pagati dal caposquadra  ciascuno in proporzione del contributo fornito. 

Alcuni degli indagati, sia dipendenti dell'impianto di trattamento rifiuti sia autisti, dopo aver effettuato gli smaltimenti illeciti, avrebbero rubato bobine di ferro, del valore di circa 20.000 euro, utilizzate nell'impianto di Tufino per imballare i rifiuti, nascondendole nell'autocompattatori.

Sono stati accertati smaltimenti illeciti per oltre 1.000 tonnellate di rifiuti speciali che hanno determinato un aggravio di costi alla Sapna per circa 500.000 euro, oltre i danni spesso causati all'impiantistica  sversamento di rifiuti anche ferrosi, che hanno bloccato anche per lunghi periodi il ciclo di trattamento dell'impianto pubblico. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Mazzette per smaltire mille tonnellate di rifiuti speciali in discarica: arresti e sequestri

Today è in caricamento