Sabato, 20 Luglio 2024
CRONACA

Tragedia nel carcere di Torino, rabbia dei sindacati: "Amministrazione inutile"

Scatta la polemica su cause e ragioni della tragedia. Tuonano le parole dei sindacati di polizia penitenziaria: "Responsabilità del Ministro, sono mesi che noi denunciamo le condizioni di lavoro"

Un litigio per futili motivi, forse provocato da divergenze sulle licenze di Natale, sarebbe alla base l'omicidio-suicidio di due poliziotti penitenziari, un ispettore e un agente, avvenuto questa mattina nel carcere Lo Russo Cotugno di Torino: Giuseppe Capitano, l'agente di 47 anni, ha estratto la pistola di ordinanza e ha sparato all'ispettore Giampaolo Melis, 52 anni per poi uccidere sé stesso.

Un ipotesi che viene confermata da un testimone che avrebbe riferito le ultime parole dell'agente autore del folle gesto: "Che cosa mi state combinando tu e il comandante?". Motivi personali insomma, forse legati allo stess.

Intanto arrivano le opinioni dei sindacati di polizia penitenziaria ed è già polemica. "La principale responsabilità del disastro penitenziario - sostiene Leo Beneduci, Segretario Generale dell'Osapp, l'Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria - è di un'Amministrazione del tutto inutile, gestita da un vertice altrettanto inutile che fa capo a un Ministro utile solo a se stessa".

Beneduci aggiunge che da mesi la sua organizzazione sindacale sta denunciando le precarie condizioni in cui versano i poliziotti penitenziari e non ha problemi a parlare chiaro: "È più che sintomatico che nella stessa giornata della sparatoria al carcere di Torino, nonostante gli avvisi contrari dei vertici del Ministero dell'Interno, il governo si appresti ad approvare una misura che, di fatto, rende obbligatorio l'uso dei dispendiosi, insicuri e quanto mai gravosi per il personale, braccialetti elettronici, ma per il carcere in Italia è stato sempre così: chiacchiere, carriere e tanti soldi che vanno nelle tasche di altri e non in favore di chi in carcere vive e lavora".

Anche il segretario nazionale dell'Ugl Polizia Penitenziaria, Giuseppe Moretti non ha dubbi: "Il personale di Polizia Penitenziaria è costretto a supplire alle carenze organiche con turni massacranti, sentendosi sempre più spesso abbandonato da chi dovrebbe invece garantirne la sicurezza sul lavoro. un elevato stress derivante dalle difficili condizioni operative espone sempre più spesso al possibile crollo psico-fisico di molti operatori della categoria".

Scosso dall'accaduto anche il direttore del carcere delle Vallette di Torino, dove è avvenuta la tragedia: "Sovraffollamento e carenza di organico tra le fila della polizia penitenziaria mettono pressione ai nostri agenti. Confidiamo che i provvedimenti del ministro Cancellieri possano migliorare al più presto la situazione, anche quella dei detenuti".

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