Mercoledì, 23 Giugno 2021
Sanità

Milano, primo trapianto di fegato da donatore a cuore fermo

A beneficiare dell'intervento un paziente 40enne all'ospedale Niguarda. Con questa pratica si potrebbero "aumentare le donazioni e abbattere i tempi d'attesa"

(foto di repertorio)

MILANO - Un trapianto di fegato con una procedura mai utilizzata prima in Italia per questo tipo di organo, ovvero da donatore in stato di arresto cardiaco. E' l’intervento che lo scorso tre settembre è stato eseguito su un uomo di 40 anni da parte di un'equipe che ha coinvolto l’Ospedale Niguarda, il Policlinico S. Matteo di Pavia e il Centro Nazionale Trapianti.

L'equipe del Niguarda rivela che si tratta di una "prima" che ha permesso l'utilizzo dell'organo anche dopo il prolungato periodo di assenza di attività cardiaca, venti minuti secondo la legge italiana. "Intervallo - spiegano - che avrebbe potuto esporre gli organi a danni irreversibili e compromettere il buon esito del trapianto".

La procedura di "trapianto da donatore a cuore non battente" si differenzia dal protocollo tradizionale per il prelievo degli organi che si effettua su donatori in stato di morte cerebrale. In questo caso, invece, il decesso è stato dichiarato in seguito alla cessazione dell'attività cardiaca e il prelievo è stato effettuato dopo i "canonici" venti minuti che concludono l'accertamento di morte. La difficoltà consisteva nel garantire l'ossigenazione post-mortem degli organi addominali del donatore, attuata per quattro ore grazie a delle particolari tecniche di circolazione extracorporea (ExtraCorporeal Membrane Oxygenation). 

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