Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca Padova

Rischia la vita per aver bevuto un infuso di kava-kava

La donna stava per essere sottoposta a un trapianto salvavita di fegato a Padova. Una dottoressa ha avuto un'intuizione e ha scoperto che la donna aveva assunto tisane a base di una pianta officinale "bandita" in Italia

Una donna di 60 anni ha rischiato di subire un trapianto di fegato per aver assunto ripetutamente un infuso d'erbe con estratti di kava-kava, una pianta officinale originaria del Pacificio ma "bandita" in Italia e in altri Paesi europei dal 2002. La donna, originaria di Feltre, era stata portata al centro trapianti di Padova per un intervento salvavita. Una dottoressa si è fatta portare le bustine di infuso dai parenti e ha scoperto quindi la causa della sindrome che stava per costare la vita alla donna. L'incredibile vicenda è raccontata dal quotidiano Il Corriere delle Alpi.

Tutto è iniziato circa un mese fa, quando la donna si è presentata in ospedale a Feltre con dolori acutissimi. Le analisi avevano escluso malattie infettive, epatiti o tossinfezioni e la situazione era ormai così grave da ipotizzare la necessità di un trapianto salvavita di fegato a Padova. Lì, la scoperta da parte della dottoressa dell'infuso di kava kava. La donna è stata sottoposta a una disintossicazione, che ha favorito la rigenerazione del fegato. La donna è stata trasferita nel reparto di Medicina di Feltre ed è stata dimessa qualche giorno fa, in buone condizioni di salute. 

Spiega Il Corriere delle Alpi:

Ordinare kava-kava è un gioco da ragazzi. Basta cliccare al computer e avere una carta di credito. Ma sono stati documentati dalla letteratura scientifica, a determinate concentrazioni, effetti collaterali gravi a carico del fegato, con una serie di decessi che si sono verificati soprattutto in Germania agli inizi del Duemila.
 

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