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Sabato, 4 Febbraio 2023
Seviziato in un garage / Caltanissetta

Ragazzino di 13 anni imbavagliato e torturato da due 15enni: "Ti diamo fuoco"

Si è trattato di una vendetta perché aveva difeso alcuni amici dai bulli. Il giudice parla di "istinto quasi sadico" per i due indagati

Un tredicenne legato alle caviglie e ai polsi, imbavagliato, picchiato, intimidito con un coltello e arnesi da lavoro infine cosparso con una miscela di acqua e olio motore con la minaccia di essere bruciato vivo. Gli aguzzini hanno appena 15 anni. È l'inquietante vicenda scoperta dai carabinieri di Caltanissetta. I presunti autori delle torture adesso sono in un istituto penitenziario minorile. Sono accusati, a vario titolo, di tortura, sequestro di persona, minaccia, lesioni aggravate e porto di oggetti atti a offendere.

Attirato in trappola con un messaggio

La scena ricostruita dai militari è da brividi. Il ragazzino a settembre sarebbe stato attirato nel garage della famiglia di uno dei due arrestati con una scusa. "Domani mattina vieni al mio garage che ti devo parlare", il messaggio inviato da uno degli aguzzini. Sarebbe stato invitato a recarsi in un garage alla Badia con la proposta di mostrargli una sigaretta elettronica. Il tredicenne, una volta giunto al garage, ha trovato anche l'altro ragazzo.

"Ti diamo fuoco"

Il tredicenne, legato a una sedia, non avrebbe neppure tentato di reagire. Per impedirgli di urlare si è visto tappare la bocca col nastro adesivo. Poi le violenze sempre più atroci - sputi, pugni sulla nuca,,calci su caviglie e costato  - fino a quando gli viene buttano addosso un secchio contenente acqua e olio di motore con la minaccia: "Ti diamo fuoco". Una volta liberato e tornato a casa racconta tutto alla madre. Da qui la denuncia ai carabinieri.

Il gip: "Istinto sadico"

L'indagine è coordinata dal procuratore per i minorenni, Rocco Cosentino. Alla base del gesto l'intenzione dei due quindicenni di vendicarsi della vittima, "colpevole" di averli criticati per altre aggressioni che sarebbero state messe in atto dai due nei confronti di alcuni suoi amici. "La condotta degli indagati può essere qualificata come crudele sulla base della efferatezza delle violenze fisiche e psicologiche inflitte, protrattesi per più di un'ora", scrive il gip di Caltanissetta. Il giudice parla di violenze lesive della dignità umana "passando dallo scherno a condotte violente, umilianti (quali sputi), degradanti e insensibili, fin quasi giocare con lo stato psichico della vittima, mettendolo a dura prova dinanzi alla possibilità di essere data alle fiamme, quale ultimo atto sintomatico della ricerca, da parte degli indagati, del mezzo più idoneo a soddisfare un istinto che può essere definito quasi sadico o comunque un atteggiamento interiore riprovevole".  

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