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Domenica, 16 Giugno 2024
La vicenda / Viterbo

Trova la figlia a letto con lo zio, il racconto della 16enne: "Papà lo ha buttato giù dal balcone"

La versione della ragazzina sentita dalla polizia: "Zio urlava dal dolore e perdeva tanto sangue. Non ha tentato nessun approccio sessuale". Il padre oggi davanti al gip

Trova la figlia 16enne a letto con il fratello: "Papà, pensando che zio avesse avuto rapporti sessuali con me, lo ha minacciato dicendogli 'Mo ti faccio vedere io, devi imparare a campare'. Lo ha portato sul balcone e sferrandogli un violento calcio allo sterno lo ha fatto volare di sotto da tre metri d'altezza". È il racconto che la ragazzina fa alla polizia di quanto avvenuto la mattina del 25 maggio scorso nel Viterbese.

Episodio che è costato al padre, un 40enne, il fermo per tentato omicidio ma anche una denuncia per maltrattamenti in famiglia. La figlia stessa, infatti, lo descrive agli agenti come un uomo "violento e pericoloso, dall'indole aggressiva tanto da temere per la sua incolumità". "Nell'ultimo mese - aggiunge la ragazzina - ha avuto continue discussioni con tutti i familiari". Qualche giorno prima, inoltre, l'uomo avrebbe anche danneggiato la vetrina di un negozio, sempre nel Viterbese, oltre a essere già noto alle forze dell'ordine per reati contro la persona ed essere stato condannato in via definitiva a due anni per questioni di droga.

Sul bus ha mimato di colpire la figlia alla giugulare

A ricostruire quanto avvenuto il 25 maggio sono stati i poliziotti del commissariato Prati di Roma, intervenuti intorno alle 7,30 di martedì scorso alla stazione di Saxa Rubra per una lite segnalata dall'autista del bus che la 16enne è solita prendere dalla Tuscia per raggiungere la Capitale.

Quella mattina la ragazzina avrebbe trovato ad attenderla sul pullman proprio il padre che, dopo essersi avvicinato a lei, si sarebbe alterato al tal punto da tirarle uno schiaffo in faccia fino ad estrarre dalla custodia del telefono una lametta affilata e appuntita mimando di colpirla alla giugulare. "Con questa posso andare in giro - avrebbe detto l'uomo alla figlia -, tanto non me la possono togliere perché non è un'arma ma funziona uguale". La lametta, che gli agenti hanno trovato nascosta proprio nella cover del cellulare del 40enne, è poi stata sequestrata.

Zio e nipote a letto insieme dopo la festa

Portati entrambi in commissariato, la minore, sentita in modalità protetta, rivela e racconta di quando il padre ha scaraventato lo zio 35enne dal balcone dopo averlo sorpreso a dormire con lei. "Intorno all'1 del 25 maggio - ricostruisce la 16enne - abbiamo rincasato da una festa in paese, che papà ha lasciato dopo essere stato invitato dai parenti ad avere comportamenti più appropriati. Con zio ci siamo coricati nel mio letto in quanto a casa sua si era recato mio padre abusivamente. Zio non ha assolutamente provato ad avere un approccio sessuale, non ha mai avuto atteggiamenti ambigui nei miei confronti. Ha dormito vestito, aveva anche le scarpe, e io indossavo una maglia tipo vestaglia che mi copriva fino al ginocchio".

Lo scaraventa giù e gli lancia i vermi addosso: "Striscia via"

La mattina però, stando alla versione della ragazzina, il 40enne equivoca la situazione. "Intorno alle 7 - continua la minore - è entrato in camera e ci ha svegliati. Ha avuto un'accesa discussione con zio, che inizia a insultare pensando avesse avuto rapporti sessuali con me. Lo minaccia dicendogli "Mo ti faccio vedere io, devi imparare a campare", lo porta sul balcone senza ringhiera e gli sferra un violento calcio allo sterno facendolo volare di sotto da circa tre metri d'altezza.

Non ha assolutamente tentato di soccorrerlo, anzi ha continuato a insultarlo nonostante stesse urlando dal dolore e avesse copiose perdite di sangue". Come se non bastasse, gli avrebbe lanciato addosso anche un barattolo di bigattini dicendogli: "Adesso puoi strisciare via da qui come un verme".

Il 35enne è finito all'ospedale Sant'Andrea di Roma, dove martedì i poliziotti lo hanno trovato ancora ricoverato nel reparto di ortopedia con una prognosi provvisoria di 39 giorni per fratture a entrambi i calcagni. Anche lui avrebbe negato il rapporto con la nipote. Il 40enne, che gli agenti segnalano come "non collaborativo" e a cui avrebbe detto di essere "al di sopra della legge e che continuerà nella sua condotta", è stato portato nel carcere di Regina Coeli dove oggi è prevista la convalida del fermo e l'interrogatorio di garanzia. Dopo di che gli atti potrebbero essere trasmessi a Viterbo visto che i fatti sono avvenuti nella Tuscia.

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