Mercoledì, 2 Dicembre 2020
Napoli

La truffa dei tamponi: "Un potenziale pericolo per la pandemia"

Eseguivano illecitamente tamponi naso-faringei a domicilio che sponsorizzavano su un sito internet insieme con i test sierologici: alcuni dei kit erano scaduti e le apparecchiature usate per le diagnosi non a norma

I carabinieri di Napoli e Caserta hanno sequestrato 10mila kit per tamponi - tra cui alcuni scaduti - e centinaia di test rapidi nel merito di una indagine su una presunta truffa per i tamponi Covid. L'indagine è partita da un sito internet che sponsorizzava l'esecuzione dei tamponi e test sierologici per la ricerca del coronavirus per un costo compreso tra i 40 e i 60 euro, con possibilità di prenotazioni on line.

Tuttavia i test venivano processati nell'immediatezza o presso punti prestabiliti, attraverso apparecchi elettromedicali e kit strumentali risultati non regolamentari, cioé non idonei per lo specifico test diagnostico e, quindi, potenzialmente pericolosi anche per il diffondersi dell'epidemia.

Il pm Maria Di Mauro ha aperto un fascicolo per associazione per delinquere finalizzata alla truffa e all'esercizio abusivo della professione sanitaria. Il sospetto degli inquirenti che si sia creato un sodalizio tra personale sanitario convenzionati con il servizio sanitario regionale e impiegati presso le postazioni territoriali di emergenza.

Scoperta la banda dei tamponi-truffa: sequestrati 10mila kit

Come appreso dall'Ansa dai primi accertamenti è emerso che le persone risultate contagiate venivano rispedite a casa e non avviate, per la loro sicurezza e per la sicurezza di tutti i cittadini, verso idonei percorsi di cura. Inoltre i risultati delle analisi dei tamponi non venivano comunicati alle autorità sanitarie preposte.

Sarebbero complessivamente una dozzina le persone coinvolte nella truffa, tra le quali figura anche un medico del Servizio Sanitario Nazionale, faccendieri e altro personale sanitario.

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