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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Cronaca

Quando tra i furbetti del reddito di cittadinanza c'è anche la moglie dell’impiegato Inps

Tante le situazioni non a norma emerse dai nuovi controlli delle forze dell’ordine sui percettori del sussidio. A Monza il caso di una donna che aveva dichiarato 1300 euro all'anno ma non i redditi del consorte. A Messina 110 stranieri nei guai

Ancora controlli da Nord a Sud contro i "furbetti" del reddito di cittadinanza. Le forze dell'ordine hanno svelato nelle ultime settimane diverse situazioni non a norma, grazie al controllo incrociato dei dati. È il caso ad esempio di una donna in Brianza, che prendeva il reddito di cittadinanza, ma nella richiesta per il sussidio aveva dimenticato di allegare anche le somme relative allo stipendio del marito come dipendente dell’Inps.

La moglie dell'impiegato dell'Inps con il reddito di cittadinanza 

La vicenda è venuta fuori grazie all'attività dei militari dell'Arma del comando provinciale di Monza, che hanno denunciato una trentina di persone nel capoluogo brianzolo e cinque donne a Besana Brianza. I carabinieri sono risaliti a lei, e alle altre persone coinvolte, incrociando i dati degli accertamenti patrimoniali con la documentazione presentata per il reddito di cittadinanza. La moglie dell’impiegato Inps aveva dichiarato un reddito annuo di 1.300 euro nella domanda, senza inserire il reddito del marito. Dalle indagini è emerso anche com un intero nucleo familiare composto da quattro persone avesse ottenuto il sussidio senza però avere i requisiti richiesti. I quattro infatti sono risultati proprietari di tredici veicoli intestati e di un immobile. Tra questi soggetti figura anche una donna residente in Italia da meno di dieci anni. Contestualmente alle indagini e alle denunce verranno avviate le procedure per recuperare le somme indebitamente percepite.

Reddito di cittadinanza, a Messina truffa allo Stato per 817mila euro

Controlli e verifiche anche al Sud. Analisi e dati incrociati hanno permesso alla Guardia di Finanza di Messina di scoprire una truffa allo Stato di ben 817mila euro, con ben 110 cittadini stranieri finiti nei guai. Le attività di indagine hanno riguardato una platea di oltre 2000 soggetti stranieri “messinesi”, di origine extra comunitaria e comunitaria, che risultavano aver richiesto e ottenuto il reddito di cittadinanza senza in realtà averne i requisiti. Alcuni di loro, tra il 2019 e il 2021, avrebbero addirittura ottenuto somme superiore ai 29mila euro. D

ai controlli tra i dati comunicati dai beneficiari nelle dichiarazioni sostitutive uniche con quelli emersi nelle banche dati di finanzieri, sono emerse discrepanze proprio per quanto il possesso dei requisiti necessari per accedere al sussidio, soprattutto per quanto riguarda quello della residenza sul territorio italiano da almeno dieci anni di cui gli ultimi in modo continuativo. Nel caso dei 110 stranieri individuati, la data di ingresso nel territorio nazionale e il rilascio di eventuale permesso di soggiorno non corrispondeva con quanto dichiarato. È già stato disposto il sequestro delle somme indebitamente percepite.

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