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Mercoledì, 1 Febbraio 2023
POLEMICHE / Italia

Un tweet anti-Boldrini e arriva la polizia

Il web è in rivolta per la "visita" della polizia postale a casa di un utente internet che aveva pubblicato il fotomontaggio "nudista" della presidente della Camera

"Io credo che Boldrini invochi la legge uguale per tutti. Giusto? E allora voglio la polizia postale a casa di tutti quelli che hanno fotomontato dalla Carfagna alla Bindi. Altrimenti Boldrini è come Berlusconi. Invoca leggi ad personam". Sono le parole di Giorgio Cappozzo, uno dei più apprezzati utenti Facebook di satira 2.0, che evidentemente oggi, giorno nel quale si è diffusa la notizia della "visita" della polizia postale a casa di un utente internet che aveva ripubblicato, per protesta, il famigerato fotomontaggio "nudista" della presidente della Camera, Laura Boldrini, non aveva alcuna voglia di scherzare e far ridere.

Sul web, con in testa i social media, è rivolta, da destra come da sinistra, contro la decisione di intervenire "fisicamente" nell'abitazione privata di un semplice cittadino, colpevole di non aver apprezzato un'altra discussa azione dei giorni scorsi, l'indagine formale contro un giornalista, "colpevole" di aver diffuso, a quanto pare per primo, la finta immagine della Boldrini, e di aver pertanto ripubblicato la foto con questo "eversivo" commento: "Polizia fa irruzione a casa di un utente internet: "Togli il fotomontaggio hard della Boldrini"
Popolo del tweet, inviamo un fotomontaggio ose' al presidente Laura Boldrini, che ci denunci tutti, come in Corea
"
.

L'alfiera della denuncia pubblica della "stretta" voluta dal presidente della Camera, cristallizatasi nella decisione di avere a tutela della sua persona sul web una vera e propria cyber-scorta di sette poliziotti della divisione crimini informatici, era stata la blogger Selvaggia Lucarelli, seguita in queste ore da tantissimi, più o meno noti, "contestatori virtuali". Che si dividono tra i sostenitori della "libertà a tutti i costi del web", e tra coloro che lamentano soprattutto i "due pesi e due misure" di azioni che, nel caso della Boldrini, sono rapidissime ed evidentemente portate avanti in maniera efficace, mentre nella stragrande maggioranza dei casi condotte in maniera lenta ed inefficace.

Controllare tutto il web è possibile? Forse. Impedire la calunnia? Necessario. Reprimere minacce e insulti? Giusto. Da qualche parte si dovrà pur cominciare. In Italia si è cominciato con "l'onorabilità" della più onorevole tra gli onorevoli. E' l'inizio della grande censura del web? E' l'avvio di un'era nuova e più responsabile dell'uso dei mezzi di comunicazione digitali? O è solo l'ennesimo privilegio di cui può godere un politico, benché alta carica dello Stato?

La discussione è aperta. Speriamo solo che il fotomontaggio della Boldrini non sia in realtà la fotocopia di una giustizia che, oggi, ci sembra un po' strabica.
 

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