Sabato, 27 Febbraio 2021
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Uccise la moglie nel sonno: assolto per ''un delirio di gelosia''

La Corte d'Assise di Brescia ha assolto Antonio Gozzini, 70enne che lo scorso anno uccise la moglie Cristina Maioli: ''Incapace di intendere e di volere''. Il pm aveva chiesto l'ergastolo

Foto di repertorio Ansa

È stato giudicato incapace di di intendere e di volere a causa di un totale vizio di mente, "un delirio di gelosia", Antonio Gozzini, 70enne di Brescia che lo scorso anno uccise a coltellate mentre dormiva la moglie, Cristina Maioli, professoressa di scuola superiore di 63 anni. Con questa motivazione la Corte d'Assise di Brescia ha chiuso il processo nei confronti dell'uomo, decidendo per l'assoluzione. 

"E' una sentenza che io ritengo giusta e anche l'unica possibile - spiega  il legale di Gozzini, Jacopo Barzellotti - all'esito di un processo nel quale questo aspetto di incapacità di intendere e volere è stato vagliato con molto scrupolo". "Si è compresa esattamente la patologia che affligge Gozzini - rimarca il legale -. Ovviamente, nel corso delle indagini, era stata fatta una consulenza tecnico-psichiatrica e tanto il consulente del pm quanto quello della pubblica difesa avevano concluso per l'incapacità totale di intendere e di volere del mio assistito". 

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(Cristina Maioli e Antonio Gozzini - Foto da BresciaToday)

Quindi, aggiunge, l'avvocato, "nel processo si è voluto fugare ogni dubbio, in particolare offrire spiegazioni alle perplessità che un terzo consulente, quello delle persone offese dei congiunti della signora Maioli aveva espresso nel proprio elaborato. Ma ripeto, questa è la sentenza giusta e l'unica possibile in questa situazione". Il pm Claudia Passalacqua aveva invece chiesto l'ergastolo per l'uomo.

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