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Martedì, 21 Maggio 2024
Ucciso e fatto a pezzi / Genova

Ucciso a 18 anni perché voleva aprire un suo negozio: il cadavere trasportato in taxi e poi decapitato

I due presunti assassini di Sayed Mohamed Mahmoud Abballa sono il gestore di una barberia e un dipendente che gestiva un secondo negozio a Chiavari

Mohamed aveva preso la sua decisione: lasciare il barber shop dove lavorava e andare a lavorare per la concorrenza. E però la sua scelta non è andata giù al suo ex titolare Abdelwahab Ahmed Gamal Kamel, detto Tito e al dipendente Abdelwahab Ahmed Gamal Kamel, chiamato Bob, che hanno fatto andare la vittima, Sayed Mohamed Mahmoud Abballa, nell’appartamento al civico 40 di Via Vado a Sestri Ponente e lo hanno ucciso con coltellate al cuore, al fegato e allo stomaco. 

Poi, per cercare di disfarsi del cadavere lo hanno messo all’interno di una valigia e portato in taxi da Genova a Chiavari. Qui alla foce dell'Entella lo hanno mutilato e decapitato, gettando in mare il corpo del giovane che sognava di aprire un barber shop tutto suo.

I due sono indagati per la morte di Abdalla con l'accusa di omicidio e soppressione di cadavere. Il fermo è arrivato nella tarda serata di domenica, dopo un interrogatorio durato sei ore in procura di fronte al sostituto procuratore Daniela Pischetola. Poi, sono stati scortati al comando provinciale dei carabinieri diretti dal colonnello Michele Lastella e dal maggiore Francesco Filippo. 

Le minacce per la decisioni di cambiare lavoro

Secondo quanto raccolto dai testimoni interrogati dai carabinieri diretti dal colonnello Michele Lastella, la vittima si lamentava spesso con gli amici per le condizioni di lavoro nella barberia di Tito, in particolare per il fatto di dover restare in piedi molte ore al giorno e di doversi pagare il pranzo guadagnando una cifra troppo bassa per le sue esigenze, legate anche al fatto di dover spedire a genitori e fratelli in Egitto i soldi per la loro sopravvivenza. Mohamed era all continua ricerca di un nuovo posto di lavoro più redditizio e sembrava averlo trovato in una barber shop a Pegli. Venuti a conoscenza delle intenzioni del ragazzo, Tito e Bob sono andati a parlare con il nuovo titolare intimandogli di non assumere Abdalla perché avrebbero perso clienti. Numerose, poi, le telefonate dei due alla vittima per dissuaderlo dal suo intento.

L'omicidio nell'appartamento della barberia a Sestri Ponente

Grazie alle immagini di videosorveglianza cittadina e alle celle telefoniche agganciate, gli investigatori hanno ricostruito gli spostamenti e i contatti della vittima. Mahmoud, nel pomeriggio di domenica 23 luglio, è rientrato nell'appartamento di via Vado, a Sestri Ponente, dove vivevano, in stato di degrado, i dipendenti della barberia di Tito. Da lì, il 18enne è uscito cadavere dopo una lite sfociata nel delitto. È stato colpito al cuore, al fegato e allo stomaco con un oggetto appuntito, un punteruolo. 

Il cadavere trasportato in una valigia in taxi

Le telecamere hanno catturato le immagini di Tito e Bob mentre escono dall'appartamento sollevando a fatica, e per non fare rumore una valigia, dentro c'è il cadavere di Abdalla. Il trolley viene caricato su un taxi che porta i due barbieri a Chiavari. Alla foce del fiume Entella, altre telecamere, inquadrano i borsono contenenti presumibilmente i resti. Ricordiamo che le mani sono state ritrovate in quella zona a 300 metri di distanza una dall'altra, mentre della testa non c'è ancora traccia. 

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