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Domenica, 23 Giugno 2024
Attentati senza colpevole

Il caso Unabomber a una svolta: c'è il dna dell'attentatore

Vecchi reperti sono stati analizzati con nuove tecniche investigative. Il lavoro dei periti potrebbe consentire di dare un nome a chi ha terrorizzato il Nordest tra la fine degli anni '90 e l'inizio del 2000

Le nuove tecnologie potrebbero rivelarsi risolutive per uno dei casi di cronaca più inquietanti e ancora oggi misteriori degli ultimi anni: quello di Unabomber. Parliamo di ventinove ordigni (venti esplosi, nove no). piazzati fra Veneto e Friuli-Venezia Giulia in 12 anni, dal 1994 al 2006. Vecchi reperti sono stati analizzati con le nuove strumentazioni e tramite il Dna si spera di risalire a chi ha compiuto gli attentati.

Perché Unabomber è il terrorista più ricercato in Italia

Come si legge su TrevisoToday, frammenti genetici sono stati estrapolati dall'analisi di alcuni peli trovati sulla bomboletta di stelle filanti inesplosa e trovata a San Vito al Tagliamento il 6 marzo del 2000. Altri sono stati individuati nell'uovo-bomba inesploso e al supermercato di Portogruaro il 31 ottobre del 2000. Ancora: tracce genetiche erano sul nastro isolante che era stato utilizzato per chiudere una lattina di pomodori esplosa in mano a Nadia De Ros il 6 novembre del 2000, su un tubo-bomba che l'1 novembre dello stesso anno ferì una donna di Livenza e sul nastro isolante di un tubetto di maionese inesploso trovato a Roveredo in Piano il 17 novembre del 2000. Altri rilievi sono stati effettuati sui resti delle bombe esplose al tribunale di Pordenone il 24 marzo del 2003, sull'inginocchiatoio della chiesa di Sant'Agnese a Portogruaro e sulla scatoletta di sgombro inviata alle suore di Concordia Sagittaria l'11 marzo del 2002. Verifiche anche su due ordigni non deflagrati: la lattina di Coca Cola trovata a Zoppola (Pordenone) il 28 ottobre del 2007 e un altro congegno individuato sotto la sella della bici a Portogruaro il 9 luglio del 2005. 

L'estrazione del dna è solo un passaggio. Poi i campioni saranno comparati col dna di undici indagati. 

Unabomber - i rilievi delle forze dell'ordine - foto archivio LaPresse 2

L'inchiesta su Unabomber era stata archiviata, ma poi è stata riaperta nel 2022. Il reato ipotizzato è attentato con finalità di terrorismo. Tutto è partito dalle richieste presentate da due vittime di Unabomber, Francesca Girardi e Greta Momesso. Due mesi fa è arrivata anche la proroga delle indagini chiesta dai periti Giampietro Lago ed Elena Pilli, quest'ultima già consulente nel caso Yara Gambirasio, e con competenze specifiche proprio nell'estrazione del dna mitocondriale.

L'esito delle perizie sarà depositato in tempo utile per l'udienza del prossimo ottobre. Le nuove tecnologie potrebbero quindi fare la differenza. Basti pensare che quando la prima inchiesta è stata archiviata non esisteva ancora la banca dati del dna.

Maurizio Paniz, legale di uno dei sospettati, Elvo Zornitta, non nasconde irritazione per quanto filtrato dalla stampa locale: "È inconcepibile che escano notizie che hanno determinato le pagine dei giornali di oggi e la difesa non ne sappia niente". L'avvocato si è sempre detto "felicissimo di qualsiasi indagine, di qualsiasi approfondimento", ma ha anche detto di nutrire dubbi sulla conservazione dei reperti.

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